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8 ottobre 2026

Legge elettorale, Camera approva il 'Melonellum' a scrutinio segreto

Legge elettorale, Camera approva il 'Melonellum' a scrutinio segreto
Via libera definitivo alla riforma dopo il voto segreto. Meloni: "Governi stabili e più partecipazione". Opposizioni denunciano intimidazioni.
La notizia

La Camera dei Deputati ha approvato definitivamente oggi, a scrutinio segreto, la nuova legge elettorale soprannominata "Melonellum". Il voto rappresenta il passaggio conclusivo dopo che ieri il governo aveva ottenuto la terza fiducia sul testo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è detta "tranquilla" prima del voto, mentre nella maggioranza la tensione rimaneva alta.

Le opposizioni, durante le dichiarazioni di voto, hanno duramente criticato il provvedimento e denunciato forme di "controllo e intimidazione" verso i deputati di maggioranza. Riccardo Magi di +Europa, in sciopero della fame da otto giorni, aveva chiesto invano il voto manuale con le palline per garantire maggiore segretezza. Meloni ha invece celebrato l'approvazione sui social, affermando che la legge garantisce "governi stabili e maggiore partecipazione".

Il testo, che archivia il precedente Rosatellum, introduce un sistema proporzionale con preferenze e un premio di maggioranza. Ora la legge è definitiva, ma resta il timore di possibili ricorsi alla Corte Costituzionale, soprattutto per il meccanismo del premio al Senato, considerato il "punto debole" del progetto.


Il contesto

La riforma elettorale italiana, chiamata informalmente "Melonellum" dal nome della premier Giorgia Meloni, nasce dall'intenzione del governo di centro-destra di sostituire la legge precedente, il "Rosatellum", in vigore dal 2017. L'obiettivo dichiarato è garantire maggiore stabilità ai governi futuri e ripristinare il voto di preferenza, che permette agli elettori di scegliere direttamente il candidato, assente da oltre trent'anni.

Il percorso parlamentare è stato lungo e conflittuale. Il governo ha fatto ricorso per tre volte alla questione di fiducia per "blindare" il testo senza modifiche, un metodo che ha sollevato forti polemiche dalle opposizioni. Queste ultime hanno contestato sia i contenuti della legge, in particolare il premio di maggioranza, sia le modalità di approvazione, accusando la maggioranza di forzare i tempi.

La fase finale è stata caratterizzata dallo scontro sullo scrutinio segreto. Le opposizioni temevano che il voto elettronico potesse essere controllato dai capigruppo, chiedendo un ritorno al metodo manuale con le palline. Il voto di oggi, quindi, non sancisce solo una nuova legge elettorale, ma chiude un braccio di ferro politico-istituzionale che ha tenuto sotto tensione l'intera legislatura, con possibili ricorsi alla Corte Costituzionale all'orizzonte.

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