La procura di Larino cerca tracce di ricerche sul veleno nei computer della scuola, nell'inchiesta sul duplice omicidio di madre e figlia.
La procura di Larino ha disposto una perquisizione informatica all'Istituto Agrario di Riccia, in provincia di Campobasso, per martedì 13 ottobre. La Squadra Mobile e il Servizio Centrale Operativo della Polizia dovranno controllare oltre 70 dispositivi elettronici presenti nella scuola per verificare se da qualcuno di quei computer siano state effettuate ricerche sulla ricina, il veleno che ha ucciso Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita a dicembre scorso.
Gli investigatori cercheranno tracce di navigazioni web o dark web riguardanti la tossina, le modalità di preparazione o acquisto. Nel decreto di perquisizione si fa riferimento a termini attenzionati come 'veleno', 'ricino', 'semi di ricino', 'deep web' e 'dark web'. L'attenzione si concentra anche sull'eventuale cancellazione di tali ricerche.
L'istituto è già nel mirino degli inquirenti per i rapporti personali di alcuni suoi dipendenti con l'ambiente familiare delle vittime. Nell'istituto lavora come tecnico di laboratorio il marito di un'amica di Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella e familiare delle vittime, entrambi già sentiti più volte in Questura.
La vicenda ha origine a dicembre scorso con la morte per avvelenamento di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e sua figlia Sara Di Vita, 15 anni, nel piccolo comune di Pietracatella, in Molise. La ricina è una tossina letale estratta dai semi della pianta del ricino, che cresce spontaneamente anche nell'area di Riccia e Pietracatella, dove tradizionalmente viene usata negli orti per tenere lontane le talpe.
Le indagini, coordinate dalla procuratrice di Larino Elvira Antonelli e dalla Squadra Mobile di Campobasso diretta da Marco Graziano, hanno escluso fin dall'inizio la pista dell'avvelenamento accidentale come la meno probabile. Nei mesi successivi ai fatti, sono emerse tracce di navigazioni web su piattaforme considerate 'degne di interesse investigativo' da parte di persone non identificate, con ricerche mirate su parole come 'veleno' e 'ricina'.
Il filone informatico si è concretizzato con l'acquisizione di dati da dispositivi di istituti scolastici frequentati da persone in relazione con le vittime. La decisione di perquisire l'Agrario di Riccia è stata formalizzata il 28 settembre, prima che circolassero indiscrezioni su presunte tracce informatiche individuate all'estero, poi smentite. L'obiettivo è risalire alla provenienza del veleno e a chi abbia cercato informazioni sulla sua preparazione.
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