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10 ottobre 2026

Mattarella promulga la nuova legge elettorale, il Melonellum è legge

Mattarella promulga la nuova legge elettorale, il Melonellum è legge
Il presidente della Repubblica firma il testo approvato in via definitiva dalla Camera. Entrerà in vigore dal 24 ottobre.
La notizia

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha promulgato oggi la nuova legge elettorale, approvata ieri in via definitiva dalla Camera dei deputati. Il provvedimento, intitolato “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”, detta le regole per il rinnovo delle due Camere. La firma del Colle chiude l’iter parlamentare e rende esecutivo il testo.

La nuova legge elettorale è stata pubblicata in serata sulla Gazzetta Ufficiale, con entrata in vigore fissata al 24 ottobre prossimo. Solo allora le nuove regole sostituiranno il Rosatellum e diventeranno il sistema con cui si eleggeranno Camera e Senato. Il provvedimento, voluto dalla maggioranza di centrodestra, abbandona i collegi uninominali e torna a un impianto proporzionale con premio di governabilità.


Il contesto

La nuova legge elettorale, ribattezzata "Melonellum" dalle opposizioni e "Stabilicum" dal governo, nasce dalla volontà della maggioranza di centrodestra di cambiare le regole del gioco elettorale. Il sistema precedente, il Rosatellum, era in vigore dal 2017 e prevedeva una parte proporzionale e una parte maggioritaria con collegi uninominali. Il dibattito per una riforma è proseguito per mesi, con l'obiettivo dichiarato della maggioranza di garantire maggiore stabilità di governo.

Il percorso legislativo si è concluso ieri con il voto finale alla Camera, dove il testo è stato approvato con 227 sì. La legge introduce un premio di governabilità che scatta se una lista o una coalizione raggiunge almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere, assegnando 70 deputati e 35 senatori in più. Restano le soglie di sbarramento del 3% per le liste e del 10% per le coalizioni. Gli elettori potranno esprimere preferenze, ma con i capilista bloccati, e le coalizioni dovranno indicare prima del voto il candidato premier.

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