Il nuovo assistente virtuale di Zuckerberg opera su siti web e app, ma solleva dubbi sulla privacy e incontra il blocco di Amazon.
Meta ha ufficialmente lanciato Muse, un'intelligenza artificiale progettata per eseguire compiti pratici al posto dell'utente, come telefonare a servizi clienti o gestire acquisti online. Presentato a settembre, il sistema può navigare autonomamente su Internet tramite un browser dedicato, accedere a email e calendari, e lavorare in background mentre l'utente fa altro. Durante una dimostrazione, Muse ha chiamato una compagnia assicurativa, fornito dati e atteso in linea un operatore, avvisando il giornalista solo quando necessario.
Tuttavia, l'ambizioso progetto solleva preoccupazioni sulla privacy, poiché per funzionare richiede accesso a informazioni personali e account protetti. Inoltre, Amazon ha già bloccato l'accesso di Muse al proprio sito, ritenendo che l'uso di strumenti automatizzati violi le condizioni di servizio, mentre Shopify ha avviato una collaborazione con Meta. L'azienda promette protezioni come macchine virtuali separate e un sistema di supervisione chiamato Sentinel.
Muse rappresenta un'evoluzione significativa rispetto ai chatbot tradizionali come ChatGPT o Gemini. Mentre questi ultimi principalmente rispondono a domande o generano contenuti, Muse è progettato per agire concretamente nel mondo digitale, eseguendo compiti che normalmente richiederebbero l'intervento umano. L'idea di base, promossa da Mark Zuckerberg, è trasformare l'IA da semplice interlocutore in un assistente personale autonomo.
Questa ambizione nasce dalla volontà di Meta di espandere il proprio ruolo oltre i social network e la realtà virtuale, entrando nel mercato degli assistenti digitali avanzati. Il progetto si inserisce in una tendenza tecnologica più ampia verso agenti AI autonomi, ma deve affrontare sfide fondamentali: la sicurezza dei dati personali, l'accettazione da parte delle grandi piattaforme online (come dimostra il caso Amazon vs Shopify), e la fiducia degli utenti nel delegare attività sensibili a un software. Meta sta cercando di rispondere con garanzie tecniche, annunciando anche una futura tecnologia chiamata 'Muse Confidential VM' per una protezione rafforzata.
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