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Cronaca
11 ottobre 2026

Scuole del Molise perquisite per tracce di ricina nel caso Di Vita

Scuole del Molise perquisite per tracce di ricina nel caso Di Vita
Analisi di 155 computer in tre istituti per cercare ricerche sul veleno usato nel duplice omicidio di dicembre
La notizia

La Procura di Larino ha ordinato perquisizioni informatiche in tre scuole della provincia di Campobasso, nel Molise, alla ricerca di tracce di ricerche sulla ricina. Gli agenti esamineranno 155 computer distribuiti tra l'Istituto Agrario di Riccia, il Liceo Scientifico "Galileo Galilei" di Riccia e il Liceo Classico "Mario Pagano" di Campobasso.

Le operazioni, condotte dalla Squadra Mobile e dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, si svolgeranno in una finestra di 72 ore a partire dal 13 ottobre. Gli investigatori cercheranno nei log dei computer parole chiave come "ricina", "veleno", "semi di ricino" e tracce dell'uso di tecnologie di anonimato come il Tor Browser per accedere a siti dark web.

Le indagini sono legate al duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita, avvenuto a Pietracatella lo scorso dicembre, dove le vittime sono state uccise con una dose letale di ricina. La decisione di perquisire le scuole nasce dal legame personale tra studenti, familiari e le vittime emerso dagli interrogatori.


Il contesto

Il caso ha origine nel dicembre scorso a Pietracatella, in Molise, quando Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita sono state trovate morte, uccise da una dose letale di ricina. La ricina è una sostanza velenosa estremamente tossica che si ricava dai semi della pianta del ricino; la sua produzione richiede conoscenze chimiche specifiche e non è un veleno comune, il che ha reso il caso particolarmente complesso per le indagini.

Dopo il duplice omicidio, le indagini della Procura di Larino, guidata dalla procuratrice Elvira Antonelli, si sono concentrate su come l'assassino abbia potuto procurarsi o produrre il veleno. La ricina non è una sostanza di facile reperimento, quindi gli investigatori hanno ipotizzato che il killer possa aver cercato informazioni online su come produrla, utilizzando computer accessibili al pubblico o privati.

Il legame con le scuole è emerso progressivamente: durante gli interrogatori, è stato evidenziato un rapporto personale tra alcune persone legate agli istituti scolastici e le vittime. Questo ha portato la procura a sospettare che qualcuno con accesso ai computer delle scuole possa aver utilizzato quelle postazioni per ricerche anonime sul veleno, magari usando tecnologie come il Tor Browser per nascondere la propria identità online. Le perquisizioni attuali rappresentano quindi un tentativo di trovare prove digitali che colleghino qualcuno alle ricerche sulla ricina, ricostruendo così un possibile movente e metodo del delitto.

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