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12 ottobre 2026

Iran respinge la risposta USA alle sue condizioni per riaprire lo Stretto di Hormuz

Iran respinge la risposta USA alle sue condizioni per riaprire lo Stretto di Hormuz
Stallo diplomatico sul corridoio petrolifero strategico. Teheran definisce insufficiente la posizione americana.
La notizia

L'Iran ha respinto la risposta degli Stati Uniti alle sue sette condizioni per riaprire lo Stretto di Hormuz, definendola "insufficiente". Lo ha annunciato domenica Mohsen Rezaei, capo della sicurezza nazionale iraniana, secondo quanto riportato dai media statali. Rezaei ha affermato che Washington deve chiarire la sua posizione su questioni che rimangono poco chiare per Teheran prima che si possa fare progressi.

Il disaccordo minaccia di prolungare l'incertezza sullo stretto strategico, che trasportava circa un quinto del petrolio mondiale e delle forniture di gas naturale liquefatto prima dell'inizio del conflitto a fine febbraio. Gli Stati Uniti hanno risposto attraverso intermediari qatarioti, che hanno fatto da tramite tra le due parti nell'ambito degli sforzi per porre fine al conflitto e ripristinare la navigazione.


Il contesto

La crisi attuale nello Stretto di Hormuz ha origine in un conflitto iniziato a fine febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran. In risposta, Teheran ha chiuso lo stretto, una via d'acqua fondamentale per il commercio globale di energia. L'Iran ha poi presentato sette condizioni agli USA per riaprire il passaggio, basandosi su un memorandum d'intesa provvisorio raggiunto a giugno che aveva garantito una breve tregua e includeva disposizioni sia sullo stretto che sul programma nucleare iraniano.

I protagonisti principali sono l'Iran, che cerca di riaffermare la sua influenza sulla regione, e gli Stati Uniti, guidati dal presidente Donald Trump. Teheran insiste che il suo focus immediato è la sicurezza dello stretto, rifiutando di negoziare il suo programma nucleare come parte di questi colloqui. Washington, da tempo, cerca invece limitazioni alle attività nucleari iraniane. L'impasse rischia di mantenere alti i prezzi del petrolio e di innescare un nuovo confronto militare, dato che l'Iran ha avvertito di essere pronto a difendersi se la diplomazia fallisce.

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