Il governo approva misure urgenti per sostenere redditi e favorire ricollocazione. Sindacati proclamano sciopero.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legge con misure urgenti per i lavoratori dell'ex Ilva e dell'indotto, per un valore complessivo di 187 milioni di euro. Il piano prevede un sostegno al reddito, in deroga alle norme ordinarie, per 9.200 addetti di Acciaierie d'Italia che andranno in cassa integrazione a zero ore dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027, e per 4.200 lavoratori dell'indotto.
Il decreto include anche incentivi per favorire la ricollocazione: per le aziende che assumeranno a tempo indeterminato lavoratori ex Ilva tra novembre 2026 e dicembre 2027 sono previsti un esonero contributivo e un contributo di 20.000 euro per ogni assunzione. Il ministro del Lavoro Marina Calderone ha sottolineato l'obiettivo di mantenere i lavoratori nei circuiti produttivi. Contemporaneamente, i sindacati hanno proclamato nuove giornate di sciopero.
La crisi dell'ex Ilva di Taranto, uno dei più grandi complessi siderurgici d'Europa, ha radici profonde. La vicenda, che unisce problemi industriali, ambientali e occupazionali, è esplosa pubblicamente nel 2012 con le prime inchieste giudiziarie sull'inquinamento e le condizioni di lavoro, culminate nel sequestro di parte degli impianti. Da allora, l'azienda ha vissuto una lunga fase di amministrazioni straordinarie, tentativi di rilancio e contenziosi legali, con una produzione ridotta e migliaia di posti di lavoro a rischio.
Il governo è intervenuto più volte con misure di sostegno, ma la situazione è rimasta critica. La decisione di mantenere in 'pre-riscaldo' gli altiforni in attesa di una pronuncia della Cassazione (prevista per il 20 ottobre) è l'ultimo di una serie di provvedimenti per evitare lo spegnimento definitivo, che renderebbe impossibile riavviare la produzione. Il nuovo decreto tenta di gestire la fase acuta della crisi occupazionale, mentre si cerca di attrarre nuovi investimenti per la reindustrializzazione dell'area, anche attraverso la creazione di un distretto per le tecnologie a zero emissioni.
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