Il ministro Crosetto annuncia anche l'installazione di un sistema radar nei Balcani per la difesa nazionale.
L'Italia ha assunto la guida della missione Nato in Kosovo. L'annuncio è stato dato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha sottolineato l'importanza strategica dell'operazione per la sicurezza della regione balcanica e dell'Italia stessa.
Nel corso della stessa dichiarazione, Crosetto ha rivelato che verrà installato un sistema radar nei Balcani. Questo dispositivo, secondo quanto spiegato dal ministro, servirà anche a rafforzare le difese del territorio nazionale italiano, creando un ulteriore livello di protezione.
La missione Nato in Kosovo, conosciuta come KFOR (Kosovo Force), è stata istituita nel giugno 1999, al termine della guerra del Kosovo. Il conflitto, scoppiato nel 1998 tra le forze serbe e l'Esercito di liberazione del Kosovo (UCK) albanese, portò a una massiccia campagna di bombardamenti della Nato contro la Jugoslavia per fermare la repressione serba. KFOR nacque per garantire la sicurezza in un Kosovo sotto amministrazione internazionale, dopo che la risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'Onu ne aveva sancito il protettorato.
La missione, inizialmente composta da decine di migliaia di soldati, si è evoluta nel tempo riducendo il suo contingente man mano che la situazione si stabilizzava e le istituzioni locali kosovare (che hanno dichiarato l'indipendenza nel 2008) assumevano maggiori responsabilità. Tuttavia, tensioni etniche tra la maggioranza albanese e la minoranza serba, concentrate soprattutto nel nord del paese, persistono, rendendo necessaria la presenza internazionale per prevenire nuovi scontri. L'assunzione del comando da parte dell'Italia rappresenta un impegno continuativo nella regione, considerata cruciale per la stabilità dell'intera Europa sud-orientale.
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