Massimiliano Torri imputato con altri 5 per l'incidente del 19 agosto 2020. Il treno ripartì da solo mentre lui e il macchinista erano al bar.
Il capotreno Massimiliano Torri, imputato nel processo per il deragliamento di un treno a Carnate (Monza Brianza) avvenuto il 19 agosto 2020, ha espresso pubblicamente le sue scuse. "Sono dispiaciuto per le lesioni subìte dal passeggero", ha dichiarato durante l'udienza al Tribunale di Monza.
Torri è accusato insieme ad altre cinque persone per l'incidente in cui il treno, giunto a fine corsa e destinato a tornare indietro sulla stessa tratta, ripartì da solo dalla stazione di Paderno Robbiate mentre lui e il macchinista erano al bar. Il convoglio proseguì senza controllo fino a deragliare in un binario morto.
Il processo riguarda un grave incidente ferroviario avvenuto il 19 agosto 2020 nella stazione di Paderno Robbiate, in provincia di Monza. Quel giorno, un treno regionale giunto a fine corsa e che doveva invertire la marcia sulla stessa tratta, riprese invece a muoversi da solo, senza che nessuno dei due addetti al suo controllo - il capotreno Massimiliano Torri e il macchinista - fosse a bordo. I due si trovavano infatti al bar della stazione.
Il treno, lasciato incustodito, proseguì la sua corsa incontrollata per diversi chilometri fino a deragliare in un binario morto nel comune di Carnate. Nell'incidente un passeggero riportò lesioni. Le indagini hanno portato all'iscrizione nel registro degli indagati di sei persone, tra cui Torri, accusate di responsabilità per l'accaduto. Il processo, iniziato al Tribunale di Monza, cerca ora di accertare le dinamiche precise e le eventuali responsabilità, sia per la partenza involontaria del treno che per il mancato presidio da parte del personale di bordo.
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