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18 ottobre 2026

Bambina salva polpo gigante intrappolato nel fango in Washington

Bambina salva polpo gigante intrappolato nel fango in Washington
Durante una passeggiata familiare, una bimba di 10 anni tiene in vita l'animale con un secchiello giocattolo in attesa dei soccorritori.
La notizia

Una bambina di circa dieci anni ha contribuito a salvare un polpo gigante del Pacifico intrappolato nel fango durante la bassa marea nello Stato di Washington, Stati Uniti. La famiglia, in passeggiata al Bay View Park, ha notato l'enorme cefalopode bloccato a circa 60 metri dalla battigia e ha allertato il guardaparco.

Mentre aspettava l'arrivo dei soccorritori della Riserva nazionale di ricerca estuarina della baia di Padilla, la bambina ha utilizzato un secchiello giocattolo per raccogliere acqua e mantenere umido il corpo dell'animale. Secondo Mira Lutz, educatrice marina intervenuta sul posto, questo gesto semplice potrebbe aver fatto la differenza tra la vita e la morte del polpo.

La squadra di soccorso, composta da professionisti e un volontario, ha trasportato l'esemplare (stimato tra i 36 e i 45 kg) in un contenitore fino al mare. Durante le operazioni, il polpo si è aggrappato con le ventose alle gambe dei soccorritori prima di essere rilasciato in acque sufficientemente profonde, dove ha nuotato via sano e salvo.


Il contesto

Il polpo gigante del Pacifico (Enteroctopus dofleini) è la specie di polpo più grande del mondo, capace di raggiungere dimensioni notevoli e di esercitare una presa potente con le ventose. Questi animali, sebbene straordinariamente adattati alla vita marina, diventano estremamente vulnerabili quando si trovano fuori dall'acqua a causa del peso del loro corpo che li rende incapaci di muoversi efficacemente su terreno solido o fangoso.

L'incidente si è verificato nel marzo 2023 durante una bassa marea eccezionale che ha lasciato scoperta una vasta distesa fangosa. Le maree, fenomeni naturali causati dall'attrazione gravitazionale della Luna e del Sole, possono ritirarsi notevolmente in alcune zone costiere, intrappolando occasionalmente creature marine lontane dal loro habitat. La Riserva nazionale di ricerca estuarina della baia di Padilla è un'area protetta dedicata allo studio e alla conservazione degli ambienti costieri, con personale formato per intervenire in situazioni di emergenza che coinvolgono la fauna selvatica.

Questo episodio illustra l'importanza della segnalazione tempestiva da parte dei cittadini e di semplici azioni di primo soccorso, come mantenere umido un animale marino in difficoltà, mentre si attende l'arrivo di professionisti qualificati. Mostra anche come il contatto tra comunità locali e organismi di tutela ambientale possa portare a esiti positivi per la conservazione della biodiversità.

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