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Cronaca
19 ottobre 2026

Operaio ucciso dal nitazeni a Brunico: perizia da rifare

Operaio ucciso dal nitazeni a Brunico: perizia da rifare
La giudice accoglie la richiesta della difesa per una nuova perizia sui campioni della vittima, prima morta in Italia per l'oppioide sintetico.
La notizia

La perizia sulla morte dell'operaio 28enne di Brunico, prima vittima italiana del potente oppioide sintetico nitazeni, dovrà essere rifatta. Lo ha stabilito la giudice dell'udienza preliminare Giulia Rossi, accogliendo la richiesta della difesa dell'imputato, un ventinovenne di Brunico accusato di morte come conseguenza di altro delitto.

La nuova perizia verrà eseguita sui campioni di sangue della vittima, ancora conservati nei laboratori, e sui frammenti di carta stagnola che avrebbe usato per consumare sostanze stupefacenti. L'imputato ha chiesto di accedere al rito abbreviato, condizionato all'audizione del perito nominato dal tribunale e dei due consulenti delle parti.


Il contesto

Il nitazeni è un potente oppioide sintetico, una sostanza stupefacente creata in laboratorio che agisce sul sistema nervoso centrale. Queste sostanze sono spesso molto più potenti e pericolose delle droghe tradizionali, con effetti imprevedibili e alto rischio di overdose. La vittima, un operaio di 28 anni di Brunico in Alto Adige, è morta a fine 2024, diventando il primo caso documentato di morte per nitazeni in Italia.

Le indagini sono iniziate quando il fascicolo era ancora a carico di ignoti, con accertamenti ripetibili eseguiti dai Ris di Roma per conto della Procura. L'imputato, un ventinovenne della stessa località, è accusato di essere coinvolto nella morte come conseguenza di altro delitto. La decisione di rifare la perizia rappresenta una svolta nel procedimento giudiziario, che cerca di accertare con precisione le cause del decesso attraverso nuove analisi scientifiche.

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