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Cronaca
20 ottobre 2026

Morte sul lavoro alla De'Longhi: quattro indagati per omicidio colposo

Morte sul lavoro alla De'Longhi: quattro indagati per omicidio colposo
La Procura di Treviso iscrive nel registro degli indagati i vertici dell'impresa e della società di noleggio del muletto. Disposte due perizie tecniche.
La notizia

La Procura di Treviso ha formalizzato le prime indagini sulla morte sul lavoro di Livio Baldin, il 65enne travolto e ucciso da un muletto lo scorso 1 settembre nel cantiere per l'ampliamento del quartier generale della De'Longhi. Il sostituto procuratore Giulio Caprarola ha iscritto nel registro degli indagati quattro persone per omicidio colposo: Valerio Vendramin e Diana Zacchello della Cev, l'impresa esecutrice dei lavori, e Marco e Mauro Pinzi della Treviso Macchine, società che aveva dato a noleggio il mezzo radiocomandato.

Il pubblico ministero ha disposto due distinte perizie tecniche, una cinematica per ricostruire la dinamica dell'incidente e una per verificare lo stato di manutenzione del muletto. Secondo la prima ricostruzione, l'operaio, che stava movimentando il mezzo dall'esterno tramite radiocomando, è stato travolto quando una ruota è finita sul ciglio cedevole di un fosso, facendo perdere aderenza al macchinario.


Il contesto

La vicenda ha origine il 1° settembre 2026, quando Livio Baldin, un operaio di 65 anni a un mese dalla pensione, muore schiacciato da un muletto radiocomandato all'interno di un cantiere edile a Treviso. L'incidente avviene durante i lavori di ampliamento del quartier generale della multinazionale degli elettrodomestici De'Longhi. Questo fatto scatenante ha avviato un'indagine penale per omicidio colposo, un reato che si configura quando una persona muore a causa di negligenza, imprudenza o imperizia.

I protagonisti dell'inchiesta sono da un lato la vittima, Livio Baldin, e dall'altro le due aziende coinvolte nell'appalto: la Cev di Treviso, impresa esecutrice dei lavori, e la Treviso Macchine di Paese, società che ha fornito in noleggio il muletto. Il percorso investigativo, dopo la raccolta delle prime testimonianze e prove, è approdato oggi all'iscrizione formale dei quattro vertici aziendali nel registro degli indagati e alla richiesta di perizie tecniche irripetibili. Le possibili conseguenze, oltre al procedimento penale, riguardano la verifica delle condizioni di sicurezza nel cantiere e delle responsabilità nella gestione dei macchinari.

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