La Procura di Treviso iscrive nel registro degli indagati i vertici dell'impresa e della società di noleggio del muletto. Disposte due perizie tecniche.
La Procura di Treviso ha formalizzato le prime indagini sulla morte sul lavoro di Livio Baldin, il 65enne travolto e ucciso da un muletto lo scorso 1 settembre nel cantiere per l'ampliamento del quartier generale della De'Longhi. Il sostituto procuratore Giulio Caprarola ha iscritto nel registro degli indagati quattro persone per omicidio colposo: Valerio Vendramin e Diana Zacchello della Cev, l'impresa esecutrice dei lavori, e Marco e Mauro Pinzi della Treviso Macchine, società che aveva dato a noleggio il mezzo radiocomandato.
Il pubblico ministero ha disposto due distinte perizie tecniche, una cinematica per ricostruire la dinamica dell'incidente e una per verificare lo stato di manutenzione del muletto. Secondo la prima ricostruzione, l'operaio, che stava movimentando il mezzo dall'esterno tramite radiocomando, è stato travolto quando una ruota è finita sul ciglio cedevole di un fosso, facendo perdere aderenza al macchinario.
La vicenda ha origine il 1° settembre 2026, quando Livio Baldin, un operaio di 65 anni a un mese dalla pensione, muore schiacciato da un muletto radiocomandato all'interno di un cantiere edile a Treviso. L'incidente avviene durante i lavori di ampliamento del quartier generale della multinazionale degli elettrodomestici De'Longhi. Questo fatto scatenante ha avviato un'indagine penale per omicidio colposo, un reato che si configura quando una persona muore a causa di negligenza, imprudenza o imperizia.
I protagonisti dell'inchiesta sono da un lato la vittima, Livio Baldin, e dall'altro le due aziende coinvolte nell'appalto: la Cev di Treviso, impresa esecutrice dei lavori, e la Treviso Macchine di Paese, società che ha fornito in noleggio il muletto. Il percorso investigativo, dopo la raccolta delle prime testimonianze e prove, è approdato oggi all'iscrizione formale dei quattro vertici aziendali nel registro degli indagati e alla richiesta di perizie tecniche irripetibili. Le possibili conseguenze, oltre al procedimento penale, riguardano la verifica delle condizioni di sicurezza nel cantiere e delle responsabilità nella gestione dei macchinari.
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