Missili contro aeroporto di Jizan provocano una strage. Le autorità saudite confermano il bilancio e puntano il dito contro i ribelli yemeniti.
Un attacco missilistico degli Houthi yemeniti ha colpito l'aeroporto di Jizan, nell'Arabia Saudita sud-occidentale, causando almeno 12 morti e oltre 300 feriti. Lo hanno confermato le autorità saudite, attribuendo immediatamente la responsabilità ai ribelli sostenuti dall'Iran. L'attacco, uno dei più sanguinosi degli ultimi mesi nel conflitto regionale, ha preso di mira un'infrastruttura civile, seminando il panico tra i passeggeri e il personale.
Le operazioni di soccorso sono ancora in corso per estrarre persone dalle macerie e prestare assistenza ai numerosi feriti, molti dei quali in condizioni gravi. Il portavoce della coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha condannato fermamente l'azione, definendola un "crimine di guerra" che colpisce deliberatamente civili. Non si esclude che il bilancio delle vittime possa ancora salire.
Il conflitto in Yemen, da cui origina questo attacco, è scoppiato nel 2014 quando il movimento ribelle Houthi, appartenente alla minoranza sciita zaidita, ha preso il controllo della capitale Sana'a e di vaste regioni del nord e dell'ovest del paese, spodestando il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abdrabbuh Mansur Hadi. La causa di fondo è una complessa combinazione di fattori politici, settari e socio-economici, con radici nelle divisioni storiche tra nord e sud dello Yemen dopo l'unificazione nel 1990 e nelle rivendicazioni di maggiore rappresentanza della comunità zaidita.
Nel marzo 2015, una coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti è intervenuta a sostegno del governo di Hadi, dando il via a una guerra devastante che ha causato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. Gli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno risposto lanciando attacchi con droni e missili balistici contro obiettivi sauditi, inclusi aeroporti e infrastrutture petrolifere, intensificando questa tattica negli ultimi anni. L'attacco odierno si inserisce in questa escalation di attacchi transfrontalieri, che rischiano di allargare ulteriormente il conflitto regionale.
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