Una perturbazione atlantica porta piogge intense e temporali da Nord a Sud. La Protezione Civile estende l'avviso di condizioni meteorologiche avverse.
Una nuova e intensa ondata di maltempo sta interessando l'Italia, con la Protezione Civile che ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse esteso a gran parte del Paese. Dal tardo pomeriggio di martedì 20 ottobre, precipitazioni diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, interessano Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, estendendosi dalla sera a Umbria, Lazio, Campania e settori occidentali di Abruzzo e Molise. I fenomeni sono accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica.
Per la giornata di mercoledì 21 ottobre è stata valutata allerta arancione in Liguria e su parte di Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Campania. In Liguria, l'allerta ha già portato alla chiusura delle scuole. Valutata inoltre allerta gialla in altre sedici regioni, tra cui Trentino-Alto Adige, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, oltre a settori di altre regioni. La perturbazione, la numero 5, dovrebbe iniziare ad allontanarsi verso i Balcani da giovedì 22 ottobre.
Il sistema di allertamento meteorologico italiano per la protezione civile è strutturato su più livelli e si basa su previsioni che evidenziano situazioni potenzialmente dannose per persone o cose, diverse dalle classiche 'previsioni del tempo'. Questo sistema è nato dalla necessità di coordinare la risposta a eventi meteorologici estremi che possono causare frane, alluvioni e altri dissesti idrogeologici, particolarmente rilevanti in un territorio fragile come quello italiano. Le previsioni sono elaborate quotidianamente dalle Regioni e dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, che produce il Bollettino di vigilanza meteorologica nazionale e il Bollettino di criticità nazionale/allerta.
Il processo prevede che, sulla base degli eventi meteo previsti, ogni Regione o Provincia Autonoma valuti le possibili criticità idrauliche e idrogeologiche sul proprio territorio. Queste valutazioni confluiscono nel bollettino nazionale. Spetta poi alle Regioni diramare le allerte ai sistemi locali di protezione civile. In ultima istanza, sono i Sindaci, in base alle allerte ricevute, ad attivare i piani comunali, informare i cittadini e decidere le azioni concrete per la sicurezza, come la chiusura delle scuole o l'evacuazione di zone a rischio. L'allerta arancione indica un'elevata criticità, con fenomeni meteorologici intensi e pericolosi previsti.
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