Il ministero degli Esteri chiede chiarimenti. Stavano accompagnando contadini palestinesi durante la raccolta delle olive.
Il ministero degli Esteri italiano ha attivato le procedure per ottenere informazioni riguardo alla detenzione di cinque attivisti italiani nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron in Cisgiordania. I cittadini italiani sono stati fermati oggi dalle Forze di Difesa israeliane insieme ad altri attivisti internazionali mentre accompagnavano contadini palestinesi durante la raccolta delle olive.
L'ambasciata e il consolato italiano stanno chiedendo il rilascio immediato dei connazionali. L'episodio si inserisce in un contesto di tensioni regionali più ampie, con il segretario generale dell'ONU António Guterres in partenza per l'Egitto per una serie di incontri diplomatici incentrati sugli sforzi per ridurre le tensioni tra Stati Uniti e Iran.
La Cisgiordania, territorio palestinese occupato da Israele dal 1967, è da decenni teatro di un conflitto israelo-palestinese irrisolto. La raccolta delle olive, attività economica e culturale fondamentale per molte famiglie palestinesi, avviene spesso in un clima di tensione, con attriti tra coloni israeliani e contadini. Per questo motivo, gruppi di attivisti internazionali organizzano da anni presenze di accompagnamento nonviolento durante il periodo del raccolto, con l'obiettivo di documentare e prevenire possibili incidenti.
La detenzione di attivisti stranieri non è un evento raro. Le autorità israeliane considerano spesso queste attività come interferenze o potenziali minacce alla sicurezza. L'episodio di oggi si verifica in un momento di particolare instabilità regionale, con il conflitto in corso tra Iran e una coalizione guidata da Stati Uniti e Israele, e intensi scontri al confine tra Israele e il Libano, dove l'ONU ha registrato solo ieri 80 traiettorie di proiettili.
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