Il rapporto dell'Onu sul riscaldamento globale prevede un aumento fino a +2,8 gradi entro fine secolo. In Italia già migliaia di vittime per il caldo.
Le Nazioni Unite hanno diffuso un nuovo rapporto allarmante sul cambiamento climatico, prevedendo che il riscaldamento globale potrebbe raggiungere i +2,8 gradi Celsius entro il 2100. Il documento sottolinea che l'energia eolica da sola non basterà a contrastare il fenomeno se non si ridurrà il consumo di petrolio.
In Italia, gli effetti del caldo record si stanno già manifestando in modo drammatico, con migliaia di morti attribuite alle elevate temperature. Il rapporto dell'Onu mette in guardia sulle conseguenze sempre più gravi per la salute pubblica e l'ambiente se non si interverrà con misure più decise.
Il cambiamento climatico è un fenomeno globale causato principalmente dall'aumento delle concentrazioni di gas serra nell'atmosfera, dovuto soprattutto all'uso di combustibili fossili come petrolio, carbone e gas. Questo processo, iniziato con la rivoluzione industriale del XVIII secolo, ha accelerato notevolmente nel corso del XX e XXI secolo a causa dell'intensificazione delle attività umane.
L'Accordo di Parigi del 2015, sottoscritto da quasi tutti i paesi del mondo, aveva fissato l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi Celsius, preferibilmente a 1,5 gradi, rispetto ai livelli preindustriali. Tuttavia, gli impegni presi finora dai governi si sono rivelati insufficienti, come dimostra il nuovo rapporto Onu che prevede invece un aumento fino a 2,8 gradi. Le conseguenze includono ondate di calore più intense e frequenti, che in Italia hanno già causato migliaia di vittime, mettendo a dura prova anche i sistemi sanitari.
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