Quoz News
📚Prima pagina
📌Cronaca 📌Esteri 📌Attualità 📌Politica 📌Tecnologia 📌Intrattenimento 📌Sport 📌Meteo 📌Curiosità 🌎Guerre nel mondo 📈Economia nel mondo 🎲Mondo curioso
🏠quoz.it
Cronaca
24 ottobre 2026

Esplosione Toyota Bologna, perizia: mancata manutenzione dal 2018 tra le cause

Esplosione Toyota Bologna, perizia: mancata manutenzione dal 2018 tra le cause
Depositata la perizia sulle cause dell'esplosione del 2024 che causò due morti. Mancanza dispositivi sicurezza e anomalie tecniche.
La notizia

La Procura di Bologna ha depositato la perizia sulle cause dell'esplosione avvenuta il 23 ottobre 2024 nello stabilimento Toyota Material Handling Manufacturing Italy di Borgo Panigale, in cui persero la vita due operai. Il documento, redatto da un collegio di periti del Politecnico di Torino, individua come concause la mancanza o il non corretto posizionamento dei dispositivi di sicurezza del serbatoio esploso, anomalie nel funzionamento di una sonda di temperatura e l'attivazione manuale di un interruttore che accese resistenze termiche. Inoltre, la perizia rileva che sul serbatoio non era stata effettuata alcuna manutenzione dal 2018.

La perizia preliminare, discussa con i consulenti delle parti, è stata richiesta un anno fa dal giudice per le indagini preliminari. Nell'inchiesta sono indagate 18 persone più l'azienda, a vario titolo per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose. Le conclusioni definitive saranno discusse con tutti i consulenti a fine mese, nell'ambito dell'incidente probatorio il cui termine è fissato per fine ottobre.


Il contesto

L'incidente risale al 23 ottobre 2024, quando una centrale termo-frigorifera dello stabilimento Toyota Material Handling di Borgo Panigale (Bologna) esplose, causando la morte degli operai Lorenzo Cubello, 37 anni, e Fabio Tosi, 34 anni, e il ferimento di altre 13 persone. L'esplosione avvenne pochi giorni dopo le piogge torrenziali che avevano colpito la città, anche se la perizia preliminare esclude un ruolo causale diretto dell'alluvione, pur ipotizzando che alcuni malfunzionamenti possano essersi verificati proprio in quel periodo.

L'inchiesta giudiziaria si è concentrata sulle cause tecniche del disastro. Il serbatoio esploso risultava diverso da quello previsto dal progetto originario: privo di vaso di espansione e di valvola di sicurezza correttamente posizionata, e con un bypass non formalizzato che lo rendeva un contenitore in grado di andare in pressione senza possibilità di sfogo. La pressione eccessiva sarebbe stata causata dall'attivazione manuale di un interruttore che accese resistenze termiche, non disattivate automaticamente dal sistema di controllo a distanza a causa di una sonda di temperatura malfunzionante. La mancata manutenzione dal 2018 ha contribuito al quadro di degrado e rischio.

Commenti (0)

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!

← Torna alla home
"Dentro la Notizia" è una sezione amatoriale e senza scopo di lucro di quoz.it, pensata per chi trova difficile orientarsi nell'attualità senza un minimo di contesto. Gli articoli sono scritti con l'assistenza dell'intelligenza artificiale a partire da fonti pubbliche, senza una redazione professionale né una revisione editoriale sistematica: possono contenere imprecisioni e non sostituiscono l'informazione delle testate giornalistiche registrate. Non siamo una testata giornalistica ai sensi della legge 62/2001. Le immagini, quando non originali, provengono da fonti esterne a scopo puramente illustrativo. Se ritieni un articolo offensivo, inesatto o secondo te non dovrebbe essere pubblicato — oppure sei titolare dei diritti su un testo o un'immagine e ne vuoi la rimozione — segnalacelo: provvederemo subito.
Contatti: info@quoz.it