Vertici a Palazzo Chigi per definire taglio Irpef, misure per giovani e sanità. La maggioranza cerca l'accordo senza sforare i vincoli Ue.
Il governo Meloni è entrato nella fase decisiva per la stesura della Legge di Bilancio 2026. Vertici a oltranza a Palazzo Chigi stanno limando il testo, con l'obiettivo di licenziarlo nei primi giorni della prossima settimana. Le priorità sono un taglio dell'Irpef per il ceto medio, un pacchetto di misure per i giovani e l'aumento del Fondo Sanitario Nazionale.
La maggioranza si muove su un crinale stretto, cercando di rispondere alle istanze dei partiti di centrodestra senza sforare i vincoli di bilancio concordati con Bruxelles. Il ministro dell'Economia Giorgetti frena sui costi, mentre si lavora a una serrata attività di revisione della spesa e a misure per reperire le coperture necessarie.
La Legge di Bilancio è lo strumento principale con cui il governo italiano definisce ogni anno le entrate e le spese pubbliche, stabilendo le politiche economiche e sociali. Il processo segue un calendario istituzionale serrato, con la presentazione in Parlamento entro ottobre per l'approvazione entro fine anno, evitando così l'esercizio provvisorio di bilancio.
La manovra del 2026 nasce nel contesto di tensioni sociali legate al costo della vita e alle pressioni per sostenere le fasce deboli della popolazione. I partiti di governo hanno proposte specifiche: Forza Italia spinge per un taglio delle tasse per il ceto medio, Fratelli d'Italia per misure a sostegno di famiglie e natalità, mentre la Lega è impegnata nelle dinamiche interne del suo congresso. Il nodo principale è trovare le risorse per finanziare queste misure senza violare i patti di stabilità europei, che impongono limiti al deficit e al debito pubblico.
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