Saudi Arabia, Pakistan e Turchia in missione diplomatica per evitare il riaccendersi del conflitto. Tensioni regionali rimangono alte.
Delegazioni di alto livello da Arabia Saudita, Pakistan e Turchia sono arrivate a Teheran lunedì per incontrare le autorità iraniane in un tentativo di scongiurare una ripresa dei combattimenti tra Iran e Israele, con il coinvolgimento degli Stati Uniti. Lo hanno riferito due funzionari regionali.
Le trattative si svolgono in un contesto di tensioni crescenti nella regione, dopo che l'Arabia Saudita ha segnalato feriti e danni causati da detriti di missili Houthi intercettati, e mentre il presidente americano Donald Trump ha ribadito il suo forte sostegno al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, esortando Israele a "finire il lavoro" in Iran.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno radici profonde che risalgono alla rivoluzione islamica iraniana del 1979, quando il nuovo governo di Teheran adottò una posizione fortemente ostile verso lo Stato di Israele, definendolo un "entità illegittima". Negli anni, il conflitto si è evoluto da uno scontro ideologico a una guerra per procura combattuta attraverso alleati regionali, come gli Hezbollah in Libano e i gruppi palestinesi.
La situazione è drammaticamente peggiorata negli ultimi anni con l'Iran che ha accelerato il suo programma nucleare, suscitando preoccupazioni internazionali, e Israele che ha condotto numerosi attacchi contro obiettivi iraniani in Siria e dentro lo stesso Iran. La recente escalation è culminata nell'operazione militare statunitense denominata "Epic Fury", che secondo il presidente Trump ha gravemente indebolito le capacità militari iraniane. Questa missione diplomatica regionale rappresenta un tentativo di evitare che le tensioni sfocino in un conflitto aperto e diretto tra i due paesi, con potenziali ripercussioni devastanti per l'intero Medio Oriente.
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