Firmata dichiarazione congiunta per modificare ETS e obiettivi auto, in nome della competitività industriale. Urso e Domański chiedono norme più flessibili.
L'Italia ha rafforzato l'asse con la Polonia per rivedere le regole ambientali dell'Unione europea, dopo un analogo accordo con la Repubblica Ceca. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il ministro polacco delle Finanze e dell'Economia, Andrzej Domański, hanno firmato a Varsavia una dichiarazione congiunta.
Al centro dell'intesa c'è la richiesta di modificare il sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) e di rivedere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per le auto, a partire dal quadro previsto per il 2035. Italia e Polonia giudicano insufficiente la proposta della Commissione europea e chiedono che gli obiettivi siano commisurati alle possibilità tecnologiche ed economiche delle imprese.
I due Paesi vogliono mantenere le quote gratuite di emissione senza introdurre nuove condizioni e sospenderne l'eliminazione finché non sarà dimostrata l'efficacia del CBAM, il meccanismo che applica un costo legato alle emissioni sulle importazioni da Paesi extra Ue. Chiedono inoltre il riconoscimento di una nuova categoria di veicoli alimentati con combustibili climaticamente neutri.
La discussione sulle politiche climatiche europee è diventata sempre più accesa negli ultimi anni, con alcuni governi che temono le conseguenze sulla produzione industriale. L'Unione europea ha stabilito obiettivi ambiziosi per ridurre le emissioni di gas serra, ma le misure per raggiungerli - come l'ETS - sono contestate da Paesi preoccupati per la competitività delle loro imprese.
L'ETS (Emission Trading System) è un sistema che assegna un prezzo alle emissioni di anidride carbonica di centrali elettriche e industrie ad alta intensità energetica. Introdotto nel 2005, dovrebbe incentivare la riduzione delle emissioni, ma viene visto come un costo aggiuntivo per le aziende europee rispetto ai concorrenti internazionali. Per questo alcuni Paesi chiedono di mantenere quote gratuite.
La battaglia italiana si inserisce in questa cornice: Roma promuove la "neutralità tecnologica", sostenendo che gli obiettivi climatici non dovrebbero privilegiare solo l'elettrificazione, ma consentire diverse soluzioni tecnologiche. Questa posizione potrebbe avere conseguenze sugli investimenti delle case automobilistiche e sull'intera filiera dei componenti, ridisegnando la transizione ecologica europea.
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