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Cronaca
27 ottobre 2026

Strage di Castel D'Azzano, al via il processo ai fratelli Ramponi

Strage di Castel D'Azzano, al via il processo ai fratelli Ramponi
Tre carabinieri morti nell'esplosione di un casolare nel 2025. Prima udienza in Corte d'Assise a Verona.
La notizia

È iniziato oggi, davanti alla Corte d'Assise di Verona, il processo a carico dei fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, di 66, 64 e 60 anni. I tre sono accusati di essere responsabili dell'esplosione, avvenuta il 14 ottobre 2025, di un casolare a Castel D'Azzano (Verona), in cui persero la vita tre carabinieri.

Le vittime sono Marco Piffari, 56 anni, comandante della Squadra operativa di supporto del quarto Battaglione carabinieri Veneto, Valerio Daprà, 56 anni, operatore dell'Aliquota di Primo intervento, e Davide Bernardello, 36 anni. Nell'esplosione rimasero feriti anche altri 25 componenti della task force intervenuta, tra militari e vigili del fuoco.

I Ramponi devono rispondere dei reati di strage, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo quanto si apprende, le difese potrebbero chiedere una perizia psichiatrica sui tre imputati.


Il contesto

La tragedia di Castel D'Azzano affonda le sue radici nella notte del 14 ottobre 2025, quando una squadra di carabinieri si recò in un casolare di proprietà dei fratelli Ramponi per eseguire una perquisizione e un'operazione di sfratto. I militari, ignari del pericolo, entrarono in un ambiente che gli inquirenti ritengono fosse stato precedentemente saturato di gas e riempito di bombole e bottiglie molotov.

L'esplosione che ne seguì causò la morte immediata di tre carabinieri e il ferimento di altri 25 soccorritori, in quello che è stato classificato come uno degli episodi più gravi di aggressione alle forze dell'ordine degli ultimi anni. L'atto viene interpretato come una forma di resistenza estrema e premeditata all'esecuzione di un provvedimento giudiziario.

Il processo che si apre oggi rappresenta il primo passo verso l'accertamento delle responsabilità penali per un evento che ha scosso profondamente l'Arma dei Carabinieri e l'opinione pubblica. La vicenda giudiziaria dovrà ora chiarire le dinamiche dell'accaduto, le motivazioni degli imputati e valutare le richieste delle difese, incluso un eventuale esame della loro capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

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