Oggi elezioni in Israele, primo voto dal 7 ottobre 2023. Secondo il New York Times il premier voleva un'azione contro Teheran, ma il capo di Stato maggiore si oppose.
Oggi, martedì 27 ottobre 2026, Israele è chiamato alle urne per le elezioni politiche, il primo voto dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Lo sfidante Gadi Eisenkot si presenta contro il premier Benjamin Netanyahu, che in caso di riconferma promette di continuare la sua strategia di guerra permanente.
Secondo fonti citate dal New York Times, Netanyahu ha cercato per settimane di organizzare un nuovo attacco aereo contro l'Iran prima delle elezioni decisive. Il capo di Stato maggiore, tenente generale Eyal Zamir, si è però opposto, ritenendo che l'azione non fosse necessaria e potesse provocare una risposta militare iraniana.
Zamir e il comandante dell'aeronautica, maggiore generale Omer Tischler, hanno sollevato obiezioni anche sulle difficoltà di spiegare all'opinione pubblica un intervento proprio alla vigilia del voto. Il quotidiano indica che Netanyahu ha spinto per un'escalation, ma i vertici militari si sono opposti a un intervento prima delle elezioni.
Le elezioni del 2026 arrivano dopo quasi tre anni di guerra a Gaza, iniziati con l'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, che uccise 1.200 israeliani e oltre 200 rapiti. Da allora il conflitto ha coinvolto Hezbollah in Libano e l'Iran, con il fragile cessate il fuoco israelo-libanese violato dai raid ripresi il 15 agosto.
Il 28 febbraio 2026 Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran, decapitandone i vertici. Teheran ha risposto colpendo Israele, basi Usa nel Golfo e Paesi ospitanti, e bloccando di fatto lo Stretto di Hormuz. A giugno Iran e Usa hanno firmato un memorandum in 14 punti, con tregua violata più volte, mentre Trump sostiene che i colloqui proseguano.
Sul piano interno, Netanyahu promette di continuare la sua strategia di guerra permanente, mentre Eisenkot, pur con posizione dura, lascia trasparire disponibilità ai negoziati. Il voto arriva anche dopo il rifiuto di Netanyahu del piano Usa-Hamas del 31 luglio, che prevedeva disarmo e trasferimento del controllo di Gaza a un governo tecnico palestinese.
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