Aperti i seggi per il rinnovo del Parlamento. Scontro tra il premier uscente, l'alleanza guidata dall'ex capo delle Forze armate Eisenkot e gli indipendenti.
Si sono aperti i seggi in Israele per i 7 milioni e trecentomila elettori, chiamati al rinnovo del Parlamento. La sfida per quelle che vengono definite le elezioni probabilmente più importanti per il futuro del Paese è tra quasi una quarantina di partiti, organizzati in tre principali schieramenti.
Da una parte c'è la destra guidata dal premier uscente Benjamin Netanyahu, il politico più longevo della storia israeliana. Dall'altra, un'alleanza dei partiti di centro e sinistra guidati dall'ex capo delle Forze armate Gadi Eisenkot. Completano il quadro la galassia degli indipendenti. Il voto proseguirà fino alle ore 22 (le 21 in Italia), poi inizierà lo spoglio.
Le elezioni israeliane si tengono in un momento cruciale per il futuro del Paese, con una competizione che vede contrapposti tre grandi blocchi politici. Il sistema elettorale israeliano è proporzionale puro, con una soglia di sbarramento che favorisce la frammentazione partitica, spiega perché ci siano quasi quaranta partiti in corsa.
Il principale protagonista è Benjamin Netanyahu, leader della destra e premier uscente, una figura dominante della politica israeliana da decenni. A sfidarlo c'è un'inedita alleanza tra partiti di centro e sinistra, guidata non da un politico di professione ma da Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, scelta che segna un tentativo di unire l'opposizione attorno a una figura percepita come tecnica e super partes.
Queste elezioni nascono dalla necessità di rinnovare il Parlamento (Knesset) al termine del suo mandato o in seguito a crisi di governo. La campagna elettorale si è svolta sullo sfondo di questioni di sicurezza regionale, relazioni internazionali e temi socio-economici, con gli elettori chiamati a scegliere la direzione per i prossimi anni.
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