Tre carabinieri morti nell'esplosione di un casolare. Prima udienza in Corte d'Assise a Verona.
È iniziato oggi, davanti alla Corte d'Assise di Verona, il processo ai fratelli Ramponi, accusati della strage di Castel D'Azzano. Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, di 66, 64 e 60 anni, devono rispondere di strage, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale.
L'esplosione, avvenuta il 14 ottobre 2025, causò la morte di tre carabinieri: Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello. Altri 25 componenti della task force intervenuti, tra militari e vigili del fuoco, rimasero feriti. I carabinieri si erano recati nel casolare di proprietà dei Ramponi per eseguire una perquisizione e un'operazione di sfratto.
La strage di Castel D'Azzano ha origine nella notte del 14 ottobre 2025, quando una squadra di carabinieri si recò in un casolare nel Veronese per una perquisizione e uno sfratto. I proprietari, i fratelli Ramponi, avevano saturato l'ambiente di gas e riempito la casa di bombole e bottiglie molotov. L'esplosione che ne seguì uccise tre militari e ne ferì gravemente altri venticinque.
Il fatto scatenante fu quindi l'intervento delle forze dell'ordine per eseguire un mandato legale, a cui i fratelli Ramponi risposero con un'azione estrema di resistenza, preparando una trappola esplosiva. I protagonisti principali sono i tre imputati, tutti in età avanzata, e le vittime: carabinieri con ruoli operativi di comando e primo intervento. Le indagini hanno portato alle attuali accuse di strage, portando il caso alla fase processuale odierna.
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