Approvata delega con 143 sì. Norma controversa su possibile reintegro medici no vax radiati durante Covid. Testo ora al Senato.
L'Aula della Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura, con 143 voti a favore, 113 contrari e 3 astenuti, la delega al governo in materia di professioni sanitarie. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato.
Il disegno di legge, collegato alla manovra di finanza pubblica, introduce una disciplina di delega per la revisione delle professioni sanitarie e modifica il regime speciale di responsabilità penale per omicidio colposo e lesioni personali colpose nell'esercizio della professione. Contiene inoltre una norma, introdotta in commissione su proposta di Fratelli d'Italia, che prevede - a determinate condizioni - la possibilità di reintegro per i medici radiati dall'Albo durante la pandemia Covid, un tema che ha dominato il dibattito.
Il voto finale è avvenuto con un margine più ampio rispetto all'approvazione dell'articolo specifico sul reintegro, passato ieri con soli 13 voti di scarto grazie anche ai voti di Futuro Nazionale. Le opposizioni hanno criticato aspramente questa previsione, definendola una legittimazione dell'anti-scienza, mentre la maggioranza ha difeso la scelta come un tema complesso che tocca le coscienze.
La riforma delle professioni sanitarie nasce dall'esigenza di aggiornare un sistema considerato obsoleto rispetto alle nuove esigenze del Servizio Sanitario Nazionale e all'evoluzione tecnologica, come l'intelligenza artificiale in ambito medico. L'origine del provvedimento legislativo è legata alla necessità di razionalizzare la disciplina, uniformare le competenze e affrontare carenze strutturali, come la fuga dei professionisti dalle aree disagiate e l'eccessivo carico burocratico.
Uno dei punti più controversi, il possibile reintegro dei sanitari radiati durante il Covid, affonda le radici nelle polemiche seguite alle campagne vaccinali obbligatorie per il personale sanitario durante la pandemia. In quel periodo, molti medici e infermieri furono sospesi o radiati dagli Albi per non essersi vaccinati. Il tema è tornato al centro del dibattito politico con la proposta di una norma che, a certe condizioni, ne permetta il rientro, scatenando aspre divisioni tra maggioranza e opposizione.
Il provvedimento interviene anche sullo "scudo penale" per i sanitari, una misura temporanea introdotta in passato per proteggere gli operatori da procedimenti penali per errori in corsia, purché avessero rispettato linee guida e buone pratiche. La nuova legge mira a rendere permanente questo scudo, estendendo le cause di non punibilità e considerando anche le carenze di personale come elemento di valutazione della responsabilità. Il governo avrà sei mesi dall'entrata in vigore della legge per emanare i decreti attuativi, senza nuovi oneri per la finanza pubblica.
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