Mediazioni in corso per scongiurare un conflitto dopo che gli USA hanno avvertito di una possibile campagna militare breve e intensa.
I Paesi del Golfo stanno lavorando a un accordo di pace in più parti per scongiurare il rinnovo della guerra tra Stati Uniti e Iran. Il negoziato avviene in un contesto di crescente tensione, dopo che gli Stati Uniti hanno avvertito diversi Paesi arabi del Golfo di prepararsi per una "campagna militare breve e intensa" contro l'Iran dopo le elezioni di medio termine del 3 novembre.
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, citando fonti informate, i messaggi sono stati trasmessi attraverso canali diplomatici e militari. Questi sviluppi sono tra i segnali crescenti che Stati Uniti e Israele stanno preparando una nuova serie di operazioni di combattimento pesanti per indebolire l'Iran e spingerlo verso i negoziati.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno radici profonde, risalendo almeno alla rivoluzione iraniana del 1979 che rovesciò lo Shah, alleato degli USA, e instaurò una repubblica islamica ostile all'influenza occidentale. Il punto di svolta recente è stato l'accordo nucleare del 2015 (JCPOA), che limitava il programma nucleare iraniano in cambio della rimozione delle sanzioni. Gli USA si ritirarono unilateralmente dall'accordo nel 2018 sotto l'amministrazione Trump, ripristinando sanzioni severe.
Da allora, l'Iran ha ripreso progressivamente attività nucleari vietate, mentre attacchi a navi nel Golfo e a basi militari, spesso attribuiti a proxy iraniani, hanno innalzato la tensione. I Paesi del Golfo, storicamente alleati degli USA ma preoccupati per le conseguenze di un conflitto regionale, hanno cercato una via diplomatica. L'attuale mediazione nasce dalla convergenza di due fattori: la minaccia di un'azione militare USA-Israele dopo le elezioni di novembre e la volontà regionale di evitare una guerra destabilizzante che bloccherebbe rotte commerciali vitali e innescherebbe rappresaglie.
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