Il senatore brasiliano, fuggito a Miami dopo la sconfitta elettorale, accusa Lula e la Corte Suprema di colpo di stato. Ringrazia Trump e Milei.
Flavio Bolsonaro, senatore brasiliano e figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro, è arrivato negli Stati Uniti il 28 ottobre con la sua famiglia dopo aver lasciato il Brasile. Da Miami, dove ha ottenuto visti USA, ha rilasciato una dichiarazione in cui si proclama il legittimo presidente eletto del Brasile.
Bolsonaro afferma che la sua vittoria alle elezioni presidenziali del 25 ottobre gli è stata negata da quello che definisce un "colpo di stato elettorale" orchestrato dal presidente Luiz Inacio Lula da Silva e dalla Corte Suprema del paese. In una lettera aperta diffusa dai suoi alleati, ha dichiarato di rappresentare non solo i suoi 60 milioni di elettori, ma l'intero popolo brasiliano, accusando gli avversari di aver instaurato una "tirannia". Non ha fornito prove delle presunte frodi elettorali.
Il senatore ha ringraziato pubblicamente il presidente americano Donald Trump e il leader argentino Javier Milei per averlo aiutato a lasciare il Brasile e per averlo accolto. Non c'è stata una risposta immediata dalla Casa Bianca o dal Dipartimento di Stato USA riguardo alle sue dichiarazioni.
La crisi politica in Brasile ha origine dalle elezioni presidenziali del 25 ottobre 2026, che hanno visto la sconfitta di Flavio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente di destra Jair Bolsonaro, da parte del presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva. Flavio Bolsonaro, senatore in carica, ha contestato i risultati sin dall'inizio, alimentando le accuse di broglio elettorale che hanno caratterizzato la politica brasiliana negli ultimi anni.
Questa non è la prima volta che la famiglia Bolsonaro mette in discussione il sistema elettorale brasiliano. Dopo le elezioni del 2022, Jair Bolsonaro aveva sollevato dubbi infondati sul voto elettronico, creando un clima di tensione che culminò negli assalti alle istituzioni del gennaio 2023. Flavio Bolsonaro ha ripreso questa retorica, definendo la sua sconfitta un "colpo di stato" e accusando Lula e la Corte Suprema di essere parte di una "organizzazione criminale".
La fuga di Bolsonaro negli Stati Uniti rappresenta un'evoluzione drammatica della crisi. Ottenendo visti USA e ricevendo apparente sostegno da figure politiche come Donald Trump e Javier Milei, il senatore sta internazionalizzando lo scontro politico brasiliano. Questo potrebbe complicare le relazioni diplomatiche tra Brasile e USA, mentre il governo Lula dovrà gestire le conseguenze di queste accuse dall'estero e la possibile mobilitazione dei sostenitori bolsonaristi.
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