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29 ottobre 2026

Conteggio voti in Israele: 500mila schede potrebbero ribaltare il risultato

Conteggio voti in Israele: 500mila schede potrebbero ribaltare il risultato
Il blocco di Netanyahu a 53 seggi, l'opposizione a 48. Manca la maggioranza di 61. Schede di militari e votanti fuori sede decisive.
La notizia

In Israele, il conteggio finale dei voti per le elezioni parlamentari potrebbe essere ribaltato da oltre 500.000 schede ancora da scrutinare. Secondo i dati di Channel 12, il blocco del Primo Ministro Benjamin Netanyahu è proiettato a 53 seggi nella Knesset, contro i 48 dell'opposizione guidata da Gadi Eisenkot e un record di 19 seggi per i partiti prevalentemente arabi. Per formare un governo è necessaria la maggioranza di 61 seggi nell'assemblea di 120 membri.

Le schede pendenti, espresse da soldati e da cittadini che hanno votato lontano dai seggi elettorali dove sono registrati, dovrebbero essere conteggiate entro la serata di giovedì, secondo quanto riportato dalla radiotelevisione pubblica israeliana. Questo scrutinio finale è quindi cruciale per determinare la distribuzione effettiva dei seggi e le possibilità di formare una maggioranza di governo.


Il contesto

Le elezioni in Israele si svolgono per eleggere i 120 membri della Knesset, il parlamento unicamerale. Il sistema elettorale è proporzionale puro con una soglia di sbarramento: per entrare in parlamento, una lista deve superare una certa percentuale di voti (attualmente il 3,25%). Questo sistema rende difficile per un singolo partito ottenere la maggioranza assoluta, costringendo alla formazione di coalizioni complesse e spesso fragili.

Benjamin Netanyahu, leader del partito conservatore Likud, è una figura dominante della politica israeliana da decenni, avendo già servito come Primo Ministro per diversi mandati. Le elezioni di ottobre 2026 sono state anticipate e si sono tenute in un clima di grande polarizzazione politica e sociale. L'opposizione è guidata da Gadi Eisenkot, ex Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), che rappresenta una sfida centrista. Il record di seggi per i partiti arabi riflette una maggiore mobilitazione e unità dell'elettorato arabo-israeliano, tradizionalmente frammentato, in un contesto di tensioni sociali. L'esito incerto, con nessun blocco in grado di raggiungere da solo i 61 seggi necessari, apre a lunghe e complesse trattative per la formazione di un governo di coalizione.

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