Udienza preliminare a Ivrea con soluzione tampone per carenze logistiche. Comune promette nuova sede entro giugno 2027.
L'udienza preliminare per la strage di Brandizzo, in cui persero la vita cinque operai travolti da un treno nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, si sta svolgendo in condizioni logistiche eccezionali. Per superare le precarie condizioni denunciate da difensori e parti civili, il tribunale di Ivrea ha allestito una terza aula collegata in videoconferenza tramite Teams con le altre due, potenziando le dotazioni tecniche.
La soluzione, definita una "toppa" in attesa di nuovi locali, è stata comunicata con una nota congiunta da Corte d'appello, procure e tribunale dopo un'interlocuzione con il ministero della Giustizia. Nel frattempo, il Comune ha deliberato la conclusione dei lavori per una sede adatta entro il 30 giugno 2027, con un finanziamento di 500mila euro dalla Regione.
La strage di Brandizzo è un incidente sul lavoro avvenuto nell'agosto 2023, quando cinque operai che lavoravano lungo i binari ferroviari sono stati travolti e uccisi da un treno. L'inchiesta, coordinata dalla procura di Ivrea, inizialmente ipotizzava il reato di omicidio volontario con dolo eventuale, ma le accuse sono state poi riqualificate in omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario colposo.
I protagonisti dell'indagine sono 24 tra persone fisiche e società, tra cui figurano Rfi (Rete Ferroviaria Italiana, gestore dell'infrastruttura), Sigifer e Clf. Una precedente inchiesta, resa nota nell'agosto 2026, aveva incluso tra gli indagati anche l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Il processo si trova ora nella fase delle udienze preliminari, ma la mancanza di un'aula adeguata ha costretto a soluzioni provvisorie, evidenziando carenze strutturali del sistema giudiziario. La situazione ha generato polemiche, con gli avvocati di parte civile che hanno denunciato la mancanza di dignità per i familiari delle vittime.
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