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31 ottobre 2026

Creato il primo cane robot con neuroni umani

Creato il primo cane robot con neuroni umani
Ricercatori australiani costruiscono un robot con un 'cervello' ibrido di silicio e neuroni umani coltivati in laboratorio.
La notizia

I ricercatori dell'azienda australiana Cortical Labs, in collaborazione con l'Honda Research Institute Europe, hanno creato il primo cane robot dotato di un 'cervello' ibrido. Questo cervello è composto da neuroni umani coltivati in laboratorio, integrati su un chip e collegati al sistema robotico attraverso minuscoli elettrodi.

Il robot, una dimostrazione pratica, è stato addestrato in un ambiente virtuale per compiere un semplice compito di navigazione: cercare un bersaglio su una griglia 6x6 stimolato da un 'odore' di cibo. Dopo oltre 4.000 ore di lavoro e 1.000 configurazioni, l'agente virtuale ha imparato il compito e il sistema è stato trasferito con successo nel robot fisico.

L'obiettivo a lungo termine degli scienziati, come spiegato dal CEO Brett Kagan, è sviluppare macchine autonome capaci di adattarsi a ambienti reali e imprevedibili, sfruttando l'efficienza computazionale e l'adattabilità delle reti neuronali biologiche. I dettagli dello studio sono stati pubblicati su ArXiv.


Il contesto

Il campo della biocomputazione, che integra sistemi biologici con hardware elettronico, non è nuovo, ma questo esperimento rappresenta un significativo passo avanti verso la creazione di 'cervelli' ibridi per robot. L'idea di fondo è che i neuroni biologici, per loro natura, possano gestire situazioni complesse e imprevedibili con un consumo energetico molto inferiore rispetto ai computer tradizionali basati solo su silicio.

Il percorso che ha portato a questo risultato parte dalla capacità di coltivare e mantenere in vita reti di neuroni umani in laboratorio. I ricercatori di Cortical Labs hanno sviluppato una piattaforma che collega queste colture neuronali (in questo caso 26 reti diverse) a un'interfaccia bioelettronica. Questa interfaccia traduce gli stimoli elettrici dei neuroni in comandi per il robot.

Il successo di questo esperimento, seppur su un compito molto semplice, apre la strada a scenari futuri in cui robot per servizi, soccorso o esplorazione potrebbero essere guidati da sistemi nervosi biologici, con potenziali benefici in termini di adattabilità. Parallelamente, solleva anche importanti questioni etiche, soprattutto riguardo a possibili applicazioni in ambito militare, come sottolineato dagli stessi ricercatori.

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