Un elicottero Chinook si schianta durante la missione Eufor Althea. Meloni e Crosetto accoglieranno i corpi a Ciampino.
Oggi rientrano in Italia le salme dei quattro militari italiani morti giovedì scorso nello schianto di un elicottero Chinook in Bosnia. L'incidente è avvenuto durante una missione nell'ambito dell'operazione Eufor Althea. Un aereo militare con a bordo i corpi dei sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e degli appartenenti al Corpo Militare della Croce Rossa, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci, arriverà all'aeroporto di Ciampino.
Ad attendere le salme ci saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto. Complessivamente sono tre le indagini avviate sull'incidente, compresa quella delle autorità bosniache. A Roma risultano aperti due procedimenti, entrambi contro ignoti: la procura militare procede per il reato militare di perdita colposa, mentre la procura ordinaria ipotizza i reati di disastro e omicidio colposo.
L'incidente mortale è avvenuto nel quadro dell'operazione Eufor Althea, la missione militare dell'Unione Europea in Bosnia ed Erzegovina. Eufor Althea è stata lanciata nel 2004, succedendo alla missione NATO SFOR, con il mandato principale di mantenere un ambiente sicuro e stabile nel paese dopo la guerra degli anni '90. L'Italia partecipa a questa missione sin dall'inizio, contribuendo con personale militare.
L'operazione rappresenta uno degli impegni internazionali più longevi dell'UE ed è vista come un pilastro della stabilizzazione dei Balcani occidentali. Lo schianto dell'elicottero Chinook, un velivolo da trasporto pesante utilizzato da diverse forze armate, costituisce uno degli incidenti più gravi occorsi al contingente italiano nella missione. Le indagini, coordinate tra autorità italiane e bosniache, mirano a chiarire le cause tecniche o operative del disastro, mentre il rimpatrio delle salme segna il momento delle esequie nazionali per il personale caduto in servizio.
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