La Società Italiana di Medicina Ambientale lancia l'allarme: solo l'11% degli istituti ha climatizzazione. Ondata africana rende aule 'roventi'.
La Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) ha lanciato un allarme per la riapertura delle scuole in corso di sesta ondata di caldo africano, chiedendo modifiche urgenti per tutelare studenti e personale. Secondo i medici, solo l'11% degli istituti è dotato di sistemi di climatizzazione, riservati peraltro agli uffici amministrativi, mentre le aule devono affidarsi a ventilatori "del tutto inadatti".
La Sima sottolinea che i cambiamenti climatici impongono un adeguamento del settore scolastico, poiché le temperature estreme mettono a repentaglio il benessere di chi frequenta gli edifici. L'allarme si unisce a richieste provenienti da più parti per un posticipo dell'avvio dell'anno scolastico, vista l'ondata di calore che sta rendendo le aule "roventi".
Il problema delle scuole italiane non attrezzate per il caldo estremo nasce dalla combinazione di due fattori: l'infrastruttura scolastica obsoleta e l'accelerazione dei cambiamenti climatici. Per decenni, la maggior parte degli edifici scolastici è stata costruita senza considerare la necessità di climatizzazione, dato che le estati italiane erano tradizionalmente più miti.
La situazione è diventata critica negli ultimi anni con l'aumento della frequenza e intensità delle ondate di calore, fenomeno direttamente collegato al riscaldamento globale. Nel 2026 si sta vivendo la sesta ondata di caldo africano, che segue mesi di temperature estreme, rendendo insostenibili le condizioni nelle aule non climatizzate. Questo ha portato medici e associazioni a chiedere interventi strutturali e modifiche al calendario scolastico per adattarsi alla nuova normalità climatica.
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