Osservato per la prima volta un sistema complesso con due anelli modellati da corpi planetari sopravvissuti. Lo studio italiano su Nature Astronomy.
Un team internazionale guidato da Nicola Gentile Fusillo dell'Università di Trieste ha scoperto un doppio disco di detriti planetari attorno a una stella morta, la nana bianca J1328−1450. La struttura, osservata grazie al Very Large Telescope dell'ESO in Cile, è modellata da due corpi planetari sopravvissuti alla morte violenta della loro stella madre.
Il disco differisce da quelli osservati finora perché presenta due anelli concentrici di detriti straordinariamente stabili, separati da uno spazio vuoto. Secondo i ricercatori, questa configurazione è mantenuta da due corpi planetari in orbite distinte: uno nell'anello interno grande come un asteroide, e uno in quello esterno grande quanto Plutone o la Luna.
Lo studio, pubblicato su Nature Astronomy, rappresenta il primo esempio di un sistema così complesso attorno a una stella morta e prefigura il destino del nostro Sistema Solare quando il Sole, tra miliardi di anni, esaurirà il suo combustibile.
Le stelle come il Sole, quando entrano nelle fasi finali della loro esistenza, si espandono e disperdono gli strati esterni, inghiottendo e distruggendo i pianeti più vicini. Questo processo violento lascia al centro una stella morta chiamata nana bianca. I corpi rocciosi più lontani che riescono a sopravvivere possono frammentarsi, creando un disco di detriti intorno alla stella spenta.
Per decenni gli astronomi hanno teorizzato che alcuni pianeti potessero sopravvivere a questa trasformazione, ma le osservazioni dirette di sistemi complessi erano mancate. La ricerca sui dischi di detriti attorno alle nane bianche è iniziata per comprendere il destino finale dei sistemi planetari e per verificare le teorie sull'evoluzione stellare.
La scoperta del doppio disco attorno a J1328−1450 rappresenta una svolta perché mostra per la prima volta come corpi planetari possano non solo sopravvivere, ma anche modellare attivamente l'ambiente circostante dopo la morte della stella. Questo sistema funge da modello per prevedere cosa accadrà al nostro Sistema Solare tra circa 5 miliardi di anni, quando il Sole diventerà una nana bianca.
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