Il modello specializzato ha scoperto 81 vulnerabilità in Firefox e creato exploit per 948 falle in Linux. Costo: 1,2 milioni di dollari per l'intera campagna.
OpenAI ha presentato ufficialmente GPT-6 Cyber, un nuovo modello di intelligenza artificiale progettato per individuare vulnerabilità nei sistemi informatici. Il sistema ha ricevuto una classificazione di rischio "Critica" secondo le linee guida interne dell'azienda, che sottolinea le sue capacità avanzate e i potenziali pericoli legati a un eventuale utilizzo improprio.
Durante le prime analisi, il modello ha individuato 81 vulnerabilità precedentemente sconosciute in Mozilla Firefox. In una prova di metà ottobre sul kernel Linux, ha dimostrato 948 falle con altrettanti attacchi funzionanti, con cui un utente normale già dentro il computer può diventare amministratore. L'intera campagna di test su Linux è costata circa 1,21 milioni di dollari in potenza di calcolo, con una spesa media di 1.279 dollari per ogni exploit sviluppato.
OpenAI ha dichiarato che GPT-6 Cyber è riuscito a eseguire dieci tecniche di attacco inedite, mai osservate prima dagli specialisti. Per limitare eventuali utilizzi impropri, l'azienda ha introdotto diverse misure di protezione, tra cui restrizioni sull'accesso alla rete e sistemi automatici di monitoraggio.
GPT-6 Cyber rappresenta un salto tecnologico nel campo della sicurezza informatica, un settore che tradizionalmente richiede anni di esperienza e conoscenze specializzate per identificare vulnerabilità nei software. Prima dell'avvento di questi strumenti di IA avanzata, trovare falle di sicurezza era un processo manuale e dispendioso in termini di tempo, spesso affidato a esperti umani che analizzavano migliaia di righe di codice.
Il modello nasce dall'evoluzione dei sistemi di intelligenza artificiale generativa applicati alla cybersecurity. OpenAI ha sviluppato questo strumento specializzato partendo dall'incidente di sicurezza verificatosi presso Hugging Face, che ha evidenziato la necessità di strumenti più efficaci per la protezione dei sistemi. Per testarne le capacità, l'azienda ha creato un ambiente dedicato con ambienti esca attorno agli obiettivi assegnati, verificando che l'IA non tentasse di accedere a risorse non autorizzate.
Le implicazioni sono significative: da un lato, strumenti come GPT-6 Cyber possono rafforzare la protezione dei sistemi informatici riducendo costi e tempi; dall'altro, sollevano interrogativi sulla sicurezza se cadessero in mani sbagliate. Per questo OpenAI ha creato anche un gruppo specializzato nella difesa delle infrastrutture strategiche come centrali elettriche e servizi idrici, mentre il modello rimane accessibile solo a partner selezionati sotto stretto controllo umano.
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