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6 novembre 2026

Falsi allarmi bomba paralizzano i cieli europei per la seconda volta in due giorni

Falsi allarmi bomba paralizzano i cieli europei per la seconda volta in due giorni
Una ventina di voli dirottati, caccia in azione e disagi per i passeggeri. Si indaga per procurato allarme.
La notizia

Una nuova ondata di falsi allarmi bomba ha provocato il caos nei cieli europei venerdì 6 novembre 2026, con aerei di linea deviati su altri scali, caccia militari in azione e forti disagi per i passeggeri. Una ventina gli aerei interessati, di cui almeno sette in partenza o in arrivo in Italia. Questo è il secondo episodio del genere in soli due giorni.

L'allerta è scattata dopo la ricezione di un'email con una generica 'segnalazione di minaccia' come oggetto. Il messaggio, redatto in italiano, era firmato 'Combattenti dello Stato Maschiale', un nome che rimanda a un movimento russo ultranazionalista e misogino. Le autorità non escludono un collegamento con i falsi allarmi dei giorni scorsi che hanno colpito anche circa 280 scuole in Italia. Si ipotizza un coordinamento a livello europeo.


Il contesto

Il fenomeno degli allarmi bomba contro il traffico aereo civile non è nuovo, ma negli ultimi giorni ha assunto proporzioni e una frequenza inedite, indicando una possibile campagna organizzata. L'origine di questa nuova ondata risale a pochi giorni fa, quando una prima serie di falsi allarmi aveva già causato deviazioni di voli in diversi Paesi europei e aveva preso di mira centinaia di scuole italiane, seminando paura e disorganizzazione.

Il nome 'Combattenti dello Stato Maschiale' usato nella minaccia email di venerdì 6 novembre collega l'episodio a un movimento ideologico estremista di matrice russa, noto per posizioni ultranazionaliste e misogine. Questo suggerisce una possibile motivazione politica o di destabilizzazione, andando oltre il semplice atto vandalico. La ripetizione dello stesso modus operandi in due giorni consecutivi, con email generiche ma efficaci nel bloccare i sistemi, ha spinto le autorità a ipotizzare un coordinamento transnazionale e ad attivare i canali di cooperazione internazionale per indagare.

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