Dal 7 novembre, serata-evento con la coreografia cult del 1975 e il 'balletto bianco' di Balanchine. Roberto Bolle in 'Apollo'.
Il Teatro alla Scala di Milano presenta dal 7 al 21 novembre un evento unico nel panorama della danza mondiale: per la prima volta sul suo palcoscenico andrà in scena "Le Sacre du printemps" nella celebre e potente versione coreografata da Pina Bausch nel 1975. Lo spettacolo, una nuova produzione realizzata in collaborazione con la Pina Bausch Foundation, promette di travolgere il pubblico con la sua forza tellurica e la sua crudezza emotiva.
La serata si apre con un altro capolavoro legato al compositore Igor' Stravinskij: "Apollo" di George Balanchine, balletto che nel 1928 consacrò il coreografo a livello internazionale. In questo ruolo, per alcune delle recite in programma, sarà protagonista l'étoile Roberto Bolle. Il binomio dei due grandi maestri della danza del Novecento, Balanchine e Bausch, uniti dalla musica di Stravinskij, segna un appuntamento di altissimo profilo artistico per la stagione scaligera.
La storia di questa serata alla Scala affonda le radici in due rivoluzioni coreografiche del XX secolo. La prima è "Apollo", creato nel 1928 da un giovanissimo George Balanchine per i Ballets Russes. Questo lavoro, noto come "balletto bianco" per i suoi costumi, segnò l'inizio della lunga e fruttuosa collaborazione tra Balanchine e il compositore Igor' Stravinskij e divenne un pilastro del balletto accademico moderno, caratterizzato da una lucentezza stilistica che influenzò generazioni di danzatori.
La seconda rivoluzione è "Le Sacre du printemps" di Pina Bausch, presentato per la prima volta nel 1975 con la sua compagnia, il Tanztheater Wuppertal. Bausch reinterpretò radicalmente la partitura di Stravinskij, già celebre per lo scandalo della sua prima nel 1913, trasformandola in un rituale primitivo e viscerale. La sua coreografia, di rara forza espressionista, è considerata un fondamento della danza-teatro contemporanea. Il fatto che la Scala, tempio della tradizione lirica e coreutica, decida ora di portare in scena per la prima volta questa opera cult di Bausch, segna un importante riconoscimento del suo valore e un dialogo tra diverse epoche e linguaggi della danza.
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