L'esame sul corpo della 45enne uccisa dall'ex fidanzato Federico Vella rivela la dinamica della morte. Il padre lancia un appello: "Denunciate".
L'autopsia sul corpo di Lorena Isceri, la 45enne rapita e uccisa dall'ex fidanzato Federico Vella sull'A1, ha stabilito che la donna era ancora in vita quando è stata gettata dal viadotto dell'autostrada. L'esame, eseguito all'ospedale di Careggi a Firenze, ha confermato che la morte è sopraggiunta a causa della caduta da decine di metri di altezza. La relazione definitiva del medico legale sarà consegnata entro 90 giorni.
Parallelamente, proseguono gli accertamenti sul corpo di Vella, compresi quelli tossicologici per verificare l'eventuale assunzione di sostanze stupefacenti. Il pm Antonio Natale ha disposto la copia forense dei tre cellulari sequestrati per ricostruire, attraverso telefonate e messaggi, gli eventi delle settimane precedenti il femminicidio. La salma di Lorena sarà restituita alla famiglia per i funerali a Squinzano, in provincia di Lecce.
A Firenze, oltre mille persone hanno partecipato a un presidio in memoria di Lorena Isceri sotto casa della vittima, in via Panciatichi. La sindaca Sara Funaro ha promosso l'iniziativa, sottolineando il rischio di "normalizzazione" dei femminicidi. Il padre di Lorena, Franco Isceri, ha rinnovato il suo accorato appello: "Mi auguro che mia figlia sia l'ultima vittima. La prima cosa da fare è denunciare".
Il femminicidio di Lorena Isceri è l'ultimo tragico episodio di una lunga serie di violenze di genere in Italia. La vicenda ha origine dalla fine di una relazione, una dinamica che purtroppo è alla base di molti casi simili. Lorena Isceri, 45enne originaria della provincia di Lecce ma residente a Firenze, è stata rapita giovedì dal suo ex fidanzato, Federico Vella, 36enne, che l'aveva precedentemente denunciata per stalking.
La situazione è degenerata quando Vella, dopo averla rapita, l'ha rinchiusa nel bagliaio della sua auto. Durante un momento di sosta, Lorena è riuscita a chiamare il 112, tentando disperatamente di farlo ragionare con parole d'amore e la proposta di tornare insieme. La telefonata, durata 20 minuti, non è servita a placare l'uomo, che ha invece proseguito verso il viadotto sull'A1. Prima di compiere il gesto estremo, Vella ha scritto alla madre di Lorena comunicandole la morte della figlia e ha confessato tutto per telefono alla propria madre, che poi ha allertato le forze dell'ordine.
Questo caso riaccende i riflettori sul fenomeno dei femminicidi e sulle difficoltà nel prevenire tali tragedie, nonostante gli appelli delle famiglie delle vittime e delle istituzioni. Il padre di Lorena ha esplicitamente chiesto una legge approvata all'unanimità dalla politica per la difesa delle donne, sottolineando la frustrazione dell'opinione pubblica di fronte alla recidiva di questi eventi. Le indagini ora si concentrano sulla possibile premeditazione del gesto e sulla ricostruzione dei rapporti tra i due nei giorni precedenti il delitto.
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