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7 novembre 2026

Legge elettorale, l'accordo della maggioranza: tornano le preferenze

Legge elettorale, l'accordo della maggioranza: tornano le preferenze
Bocciata la proposta Pd. Meloni: "Una nostra iniziativa, la sinistra non è credibile". L'opposizione attacca: "Legge-truffa".
La notizia

Dopo due giorni di trattative, la maggioranza di governo si è ricompattata su un accordo per la nuova legge elettorale. Al Senato è stato bocciato il primo emendamento del centrosinistra, che mirava a eliminare i capilista bloccati e a semplificare le preferenze.

Il sì è andato invece a un emendamento di Fratelli d'Italia, che prevede l'introduzione di tre preferenze da esprimere con una crocetta su una lista di sei nomi prestampati, con capilista bloccati e alternanza di genere. L'accordo prevede anche una modifica per evitare lo 'spreco' di voti per le piccole formazioni in coalizione, che però dovranno raccogliere migliaia di firme per presentarsi.

Il presidente del M5S Giuseppe Conte ha definito il testo "una legge-truffa che favorisce la casta", mentre la maggioranza rivendica il ritorno alle preferenze, accusando la sinistra di averle sempre osteggiate.


Il contesto

La discussione sulla riforma della legge elettorale è un tema ricorrente nella politica italiana, spesso legato alle strategie delle coalizioni per massimizzare i propri seggi. L'attuale sistema, nato da precedenti riforme, è ora al centro di un nuovo tentativo di modifica da parte del governo Meloni.

Il nodo principale riguarda il meccanismo delle preferenze, che permette agli elettori di scegliere i singoli candidati all'interno di una lista. La maggioranza propone un ritorno a questo sistema, seppur in una forma 'controllata' con liste prestampate e capilista bloccati, sostenendo che dia più potere di scelta ai cittadini. L'opposizione del 'campo largo' (centrosinistra, M5S e altri) contesta invece che si tratti di preferenze 'farlocche', poiché limitate e non completamente libere.

La partita si inserisce nel quadro più ampio di una possibile elezione anticipata, su cui il governo sta riflettendo, e della preparazione delle amministrative del 2027 in grandi città. La legge elettorale, quindi, non è solo una questione tecnica, ma uno strumento che definisce le regole della competizione politica nei prossimi anni.

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