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7 novembre 2026

Trump nomina Stephen Miller capo dello staff e annuncia rimpasti di gabinetto

Trump nomina Stephen Miller capo dello staff e annuncia rimpasti di gabinetto
Il presidente americano cambia la guida della Casa Bianca dopo la sconfitta alle elezioni di midterm. Miller sostituisce Susie Wiles.
La notizia

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Stephen Miller, attuale vice capo dello staff, sostituirà Susie Wiles come capo dello staff della Casa Bianca a partire da lunedì. Wiles passerà all'operazione politica di Trump.

In una dichiarazione ai giornalisti, Trump ha spiegato la mossa affermando che "a volte nella vita devi fare dei cambi" e di "voler apportare un cambiamento". L'annuncio arriva dopo che i repubblicani hanno perso il controllo di entrambe le camere del Congresso nelle elezioni di midterm di questa settimana.

Trump ha anche rivelato di pianificare cambiamenti nel suo gabinetto in seguito alla sconfitta elettorale. In un'intervista al programma "60 Minutes" della CBS, in onda domenica, ha risposto "Sì, un po'" quando gli è stato chiesto se intende licenziare qualcuno.


Il contesto

Il ruolo di capo dello staff della Casa Bianca è una delle posizioni più influenti nell'amministrazione presidenziale statunitense, responsabile della gestione quotidiana dell'ufficio esecutivo e del coordinamento tra i diversi dipartimenti. Stephen Miller, il nuovo nominato, è una figura di lunga data nell'entourage di Trump, noto per le sue posizioni conservatrici sulle politiche migratorie.

La decisione arriva in seguito ai risultati delle elezioni di midterm del 3 novembre 2026, dove i repubblicani hanno perso la maggioranza sia alla Camera dei Rappresentanti che al Senato. Queste elezioni, che si tengono a metà del mandato presidenziale, tradizionalmente servono come referendum sulla performance dell'amministrazione in carica. Le sconfitte hanno spinto Trump a rivedere la sua squadra di governo.

I cambi di gabinetto dopo le elezioni di midterm non sono inusuali nella politica americana, ma rappresentano spesso un tentativo di rilanciare l'agenda presidenziale di fronte a un Congresso controllato dall'opposizione. La nomina di Miller segna un ulteriore spostamento verso figure fedeli al presidente all'interno dell'amministrazione.

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