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7 novembre 2026

Iran, proposta parlamentare per uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare

Iran, proposta parlamentare per uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare
Una mozione d'urgenza chiede il ritiro dal Tnp e dal Protocollo aggiuntivo. Il vicepresidente della Commissione parlamentare: "La permanenza arreca solo danni".
La notizia

Una mozione d'urgenza che richiede il ritiro dell'Iran dal Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) e dal Protocollo aggiuntivo è stata presentata all'Ufficio di presidenza del parlamento iraniano. Lo ha dichiarato Hosseinali Hajideligani, vicepresidente della Commissione parlamentare per l'Articolo 90.

La mozione attende ora l'autorizzazione del Presidente dell'Assemblea per essere discussa in seduta plenaria. Hajideligani ha motivato la proposta affermando che, data l'attuale situazione di aggressione e le ripetute violazioni degli impegni da parte del nemico, la permanenza nel trattato non arrecherebbe altro che danni alla nazione.

La proposta arriva in un momento di alta tensione con gli Stati Uniti, dopo i recenti attacchi americani sull'isola di Qeshm e le dichiarazioni dell'esercito iraniano sulla prontezza a rispondere in modo "immediato" e "senza limiti geografici" a qualsiasi attacco.


Il contesto

Il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) è un accordo internazionale entrato in vigore nel 1970, con l'obiettivo di impedire la diffusione delle armi nucleari e promuovere l'uso pacifico dell'energia nucleare. L'Iran è firmatario dal 1970. Il Protocollo aggiuntivo, adottato nel 1997, consente ispezioni più intrusive dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) per verificare che i programmi nucleari siano solo civili.

Le tensioni sul programma nucleare iraniano sono esplose negli anni 2000, quando vennero scoperte attività non dichiarate. Nel 2015, Iran e potenze mondiali (tra cui USA, UE, Russia, Cina) firmarono l'accordo JCPOA, che limitava il programma iraniano in cambio della rimozione delle sanzioni. Gli USA si ritirarono unilateralmente nel 2018 sotto Trump, ripristinando sanzioni severe. L'Iran iniziò quindi a violare progressivamente i limiti dell'accordo.

La guerra attuale in Medio Oriente, con gli attacchi USA e le minacce reciproche, ha portato a un ulteriore inasprimento. La proposta parlamentare di uscire dal Tnp rappresenta un potenziale punto di non ritorno, che potrebbe segnalare l'abbandono definitivo di ogni quadro di controllo internazionale e avvicinare Teheran alla possibilità di sviluppare armi nucleari, con conseguenze imprevedibili per la stabilità regionale e globale.

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