Project Hail Mary
Un insegnante di scienze delle medie si risveglia solo su un'astronave, senza memoria di come sia arrivato lì. Scopre di essere l'unico superstite di una missione lanciata per salvare il Sole, e con esso l'umanità, da un parassita cosmico che ne sta spegnendo la luce.
Project Hail Mary porta sul grande schermo il romanzo omonimo di Andy Weir, lo stesso autore di The Martian, adattato nel 2015 da Ridley Scott con Matt Damon. Alla regia il duo Phil Lord e Christopher Miller, reduci da esperienze molto diverse tra loro, dai film d'animazione della saga LEGO al Ragno-Verso, fino alla commedia action di 22 Jump Street, qui alle prese per la prima volta con un kolossal di fantascienza dal tono più drammatico. Ryan Gosling interpreta Ryland Grace, un insegnante di scienze delle medie che si risveglia da solo su un'astronave, privo di memoria su come e perché sia arrivato lì. Scopre presto di essere l'unico sopravvissuto di una missione lanciata per indagare l'astrophage, un microrganismo cosmico che sta lentamente consumando l'energia del Sole e di quasi ogni altra stella della galassia, minacciando la sopravvivenza della civiltà umana sulla Terra. La struttura narrativa alterna il presente, fatto di problem solving e sopravvivenza in stile hard sci-fi molto fedele al romanzo, a flashback che ricostruiscono pezzo dopo pezzo il percorso che ha portato Grace fin lì. Come nel libro, il cuore emotivo del racconto è il rapporto che il protagonista instaura con un'inaspettata forma di intelligenza aliena, raccontato con un misto di rigore scientifico, umorismo e un ottimismo quasi da avventura per famiglie, lontano dai toni cupi di altra fantascienza recente. Gosling regge da solo gran parte del film, generando empatia anche nei confronti di un'entità aliena poco più che una voce e una sagoma alla plancia di comando, un compito attoriale non semplice che la critica ha in gran parte apprezzato. Il film punta esplicitamente a ripetere il successo di pubblico e critica ottenuto da The Martian, di cui condivide autore letterario e struttura da survival spaziale, ma cerca un registro più intimo, quasi da buddy movie interspecie, e una scala visiva più ambiziosa, complici gli imponenti effetti speciali sulle sequenze nello spazio profondo. Non mancano le riserve, alcuni osservatori hanno trovato il tono un po' incerto nel bilanciare commedia e dramma esistenziale, ma la maggioranza dei giudizi resta favorevole. Il film è tornato al centro dell'attenzione grazie a un debutto superiore agli 80 milioni di dollari negli Stati Uniti e a circa 141 milioni a livello globale, il miglior avvio di marzo di sempre per un titolo privo di legami con un franchise, un risultato che ne ha consolidato lo status di caso dell'anno.
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Spider-Man: Brand New Day
Quarto film di Spider-Man con Tom Holland, uscito nell'estate 2026. Ha dominato il box office globale per 4 weekend.
Spider-Man: Brand New Day, diretto da Destin Daniel Cretton e con Tom Holland nel ruolo principale, rappresenta un deliberato e riuscito reset per il personaggio all'interno del Marvel Cinematic Universe. Il film, prodotto da Marvel Studios e Sony Pictures, abbandona le epiche multiversali per raccontare una storia intima e street-level, trovando Peter Parker isolato e dimenticato da tutti dopo gli eventi di *No Way Home*. Holland offre quella che viene considerata la sua interpretazione più matura e sfumata, mentre la regia di Cretton punta su un tono più cupo, scene d'azione coreografate con inventiva e un uso più dosato della CGI. La pellicola introduce efficacemente nuovi elementi come il rapporto con un Punisher (Jon Bernthal) più presente e un misterioso antagonista interpretato da Sadie Sink, costruendo una riflessione sulla solitudine e sulla crescita adulta. Nonostante qualche critica riguardo a una durata eccessiva e a sottotrame forse troppo numerose, il film centra l'obiettivo di riportare Spider-Man alle sue radici più umane e urbane.
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The Odyssey
Dopo la guerra di Troia, Ulisse affronta un pericoloso viaggio di ritorno a Itaca, incontrando lungo il cammino creature mitologiche come il ciclope Polifemo, le Sirene e la Maga Circe.
Dopo tre anni da Oppenheimer, Christopher Nolan torna con un'impresa titanica: The Odyssey, un kolossal prodotto da Syncopy e distribuito da Universal Pictures che adatta il poema omerico. Con un cast stellare guidato da Matt Damon nei panni di un Ulisse stanco e segnato, affiancato da Anne Hathaway come Penelope e Tom Holland come Telemaco, il film sceglie una narrazione più lineare del previsto, concentrandosi sul tema del ritorno a casa e sulla trasformazione interiore dell'eroe. Se da un lato Nolan costruisce un'esperienza visiva monumentale grazie alla fotografia in IMAX di Hoyte van Hoytema, dall'altro alcune recensioni segnalano una caratterizzazione dei personaggi meno profonda e un adattamento che si allontana dal mito originale per privilegiare una chiusura più cinematografica e intima. Il risultato è un grande spettacolo hollywoodiano che, nonostante le ambizioni, non raggiunge forse la complessità narrativa dei lavori più celebrati del regista.
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Blue Heron
Sull'isola di Vancouver, alla fine degli anni Novanta, una famiglia affronta le difficoltà del figlio maggiore, segnato da un disturbo comportamentale. Anni dopo, la sorella minore ormai adulta torna con la memoria su quell'infanzia per ricomporne i frammenti rimasti irrisolti.
Blue Heron è l'esordio nel lungometraggio di finzione della regista canadese Sophy Romvari, già nota in ambito festivaliero per una serie di cortometraggi personali e autobiografici incentrati sui temi della memoria e del lutto familiare. Il film racconta l'arrivo di una famiglia di sei persone nella nuova casa sull'isola di Vancouver, sul finire degli anni Novanta, e si concentra in particolare su Jeremy, il figlio maggiore alle prese con un disturbo oppositivo provocatorio, e sui genitori che cercano in ogni modo di sostenerlo. La sorella minore Sasha, voce narrante e osservatrice silenziosa da bambina, viene ritrovata da adulta mentre torna con la mente a quegli anni, arrivando persino a immaginare un dialogo con la propria versione più giovane nel tentativo di recuperare ciò che allora non riusciva a comprendere. La struttura narrativa, volutamente spezzata e non lineare, alterna filmati amatoriali in stile home video a ricostruzioni più classiche, restituendo la sensazione di un ricordo che si ricompone per frammenti anziché per una linea temporale ordinata. Con un budget contenuto e un cast composto in larga parte da interpreti poco conosciuti al grande pubblico, il film punta tutto sulla sensibilità dello sguardo registico e sulla cura nella costruzione dei personaggi più che su una trama dagli sviluppi eclatanti. La critica ha sottolineato come l'ossessione di Romvari per le identità spezzate si allarghi qui fino a diventare una riflessione più ampia sul modo in cui la memoria incompleta viene riempita col tempo, spesso in modo ingannevole, dal bisogno di dare un senso al passato. Il film viene descritto come un'opera capace di articolare con rara precisione il peso di un lutto che cambia per sempre la percezione di sé, senza mai scadere nel sentimentalismo o nella spiegazione didascalica delle emozioni in gioco. È il classico titolo da circuito festivaliero che, contro ogni previsione di mercato, è riuscito a farsi notare in mezzo a produzioni molto più grandi e pubblicizzate, tanto da essere tornato di recente alla ribalta per un consenso critico fuori dal comune, con un punteggio di 94 su 100 su Metacritic che lo colloca tra i titoli più acclamati dell'anno.
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Coyote vs. Acme
Uscito nel weekend del 28-30 agosto 2026. Tra i nuovi film principali del weekend, basato sul personaggio della Warner Bros.
Diretto da Dave Green e prodotto da James Gunn, "Coyote vs. Acme" (2026) segna il ritorno sul grande schermo dei Looney Tunes con una brillante commedia legale a tecnica mista. Tratto da una storia di Ian Frazier, il film vede Willy il Coyote intentare una causa contro la Acme Corporation per i suoi prodotti difettosi, affiancato dall'avvocato Kevin, interpretato da Will Forte, mentre John Cena veste i panni dell'antagonista. Dopo vicissitudini produttive che ne avevano minacciato la distribuzione, salvato dalla Ketchup Entertainment e distribuito in Italia da Lucky Red, il film è stato acclamato come un'opera intelligente e satirica, un ibrido live-action/animazione che si colloca degnamente accanto a classici come "Chi ha incastrato Roger Rabbit".
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The Drama
A pochi giorni dal matrimonio, una coppia felicemente fidanzata vede la propria relazione sconvolta da una confessione inattesa durante una serata di troppi bicchieri. Dark comedy romantica su segreti, fiducia e convenzioni sentimentali messe alla prova.
The Drama è la nuova opera del regista e sceneggiatore norvegese Kristoffer Borgli, già autore del satirico Sick of Myself e di Dream Scenario con Nicolas Cage, qui alla sua prima incursione in una commedia romantica dai toni volutamente scomodi, prodotta e distribuita da A24. Zendaya e Robert Pattinson interpretano Emma Harwood, libraia alla Mission Books, e Charles Thompson, direttore di un museo d'arte, una coppia felicemente fidanzata la cui settimana di preparativi al matrimonio viene sconvolta da una confessione fatta in un momento di ubriachezza, un evento che mette alla prova tanto la relazione quanto le convenzioni stesse del genere sentimentale. Nel cast di supporto figurano Mamoudou Athie, Alana Haim, Zoe Winters e Hailey Gates. La critica lo ha accolto in modo tendenzialmente favorevole ma non unanime, apprezzando soprattutto le due interpretazioni principali, Zendaya viene descritta come una delle interpreti più imprevedibili della sua generazione, mentre Pattinson, ormai lanciato in una fase della carriera fatta di scelte sempre più eccentriche, ruba più di una scena con una prova fisica e goffamente esilarante. Diversi commentatori hanno accostato il film al filone del thriller erotico coniugale reso celebre da Adrian Lyne, notando però come Borgli scelga un approccio diverso, provocatorio senza mai scivolare nel compiaciuto, capace di porre una domanda scomoda al centro della vicenda per poi lasciare che siano i personaggi, e lo spettatore insieme a loro, a doverci fare i conti in tempo reale. I limiti individuati dalla critica riguardano soprattutto la struttura, con continui salti temporali e stilistici che secondo alcuni recensori finiscono per disorientare più che coinvolgere, trasformando quella che poteva essere un'opera memorabile in un film comunque solido ma non del tutto risolto. Resta comunque uno dei titoli più discussi dell'anno sui social e sulla stampa di settore, complice anche la presenza di due tra le star più seguite del momento, ed è tornato di recente alla ribalta anche grazie a un risultato commerciale ampiamente positivo, oltre 126 milioni di dollari incassati nel mondo a fronte di un budget di circa 28 milioni.
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Cime Tempestose
Wuthering Heights Nella brughiera dello Yorkshire ottocentesco, la passione ossessiva e distruttiva tra Catherine Earnshaw e il trovatello Heathcliff attraversa generazioni. Riscrittura pop e visivamente esasperata del classico di Emily Brontë, tra amore, vendetta e classe sociale.
Dopo Promising Young Woman, che le è valso l'Oscar per la sceneggiatura originale, e il caso Saltburn, Emerald Fennell affronta il suo primo adattamento letterario impegnativo, scegliendo uno dei romanzi più amati e più difficili da portare sullo schermo della letteratura inglese, Cime Tempestose di Emily Brontë. Fennell firma sceneggiatura e regia, oltre alla produzione insieme alla società LuckyChap di Margot Robbie, che qui interpreta Catherine al fianco di Jacob Elordi nei panni di Heathcliff, con un cast di supporto che include Hong Chau, Alison Oliver e Shazad Latif. La storia segue il legame tormentato tra i due protagonisti, cresciuti come fratelli e poi divisi dalla differenza di classe, un amore che degenera in ossessione e desiderio di vendetta capace di travolgere due generazioni della stessa famiglia. Sul piano visivo il film si allontana volutamente dal tradizionale costume drama britannico, con una fotografia di Linus Sandgren descritta da più critici come capace di far letteralmente esplodere ogni inquadratura, costumi vistosi firmati Jacqueline Durran e canzoni originali di Charli XCX a marcare una lettura decisamente pop, quasi psichedelica, del testo ottocentesco. La ricezione critica è stata nettamente polarizzata, un tratto che accompagna del resto tutta la filmografia di Fennell, alcuni hanno lodato la capacità di travolgere lo spettatore con un adattamento accessibile e moderno della grande storia d'amore, altri hanno accusato il film di appiattire la complessità del romanzo di Brontë, riducendo il tormento di Cathy e Heathcliff a una sequenza di incontri erotici confezionati con costumi lussuosi, privi del peso morale e della cupezza del testo originale. Le interpretazioni di Robbie ed Elordi sono state comunque quasi unanimemente elogiate, con più recensioni che sottolineano come la loro chimica sullo schermo regga anche nei momenti in cui la sceneggiatura sembra privilegiare lo shock visivo alla profondità psicologica. Resta, al netto delle divisioni della critica, uno dei titoli più discussi e più fotografati dell'anno, tornato di recente alla ribalta anche per l'ottimo riscontro commerciale, circa 242 milioni di dollari incassati nel mondo a fronte di un budget di 80 milioni, un risultato che ha acceso ulteriormente il dibattito attorno al film.
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Disclosure Day
Una meteorologa comincia improvvisamente a parlare ogni lingua del mondo e a conoscere dettagli intimi di perfetti sconosciuti. Un esperto di sicurezza informatica scopre che il suo caso potrebbe collegarsi a un occultamento alieno durato decenni. Thriller di fantascienza.
Disclosure Day segna il ritorno alla fantascienza per Steven Spielberg, che firma la sceneggiatura insieme al collaboratore di lunga data David Koepp, con cui aveva già lavorato su Jurassic Park e War of the Worlds, e affida ancora una volta la colonna sonora al fedele John Williams. Il cast è tra i più solidi visti nell'ultimo anno, con Emily Blunt, Josh O'Connor, Colin Firth, Eve Hewson e Colman Domingo nei ruoli principali, affiancati da un folto gruppo di caratteristi tra cui Wyatt Russell ed Elizabeth Marvel. Blunt interpreta Margaret Fairchild, una meteorologa che comincia improvvisamente a parlare ogni lingua del mondo e a conoscere dettagli intimi della vita di perfetti sconosciuti, mentre O'Connor veste i panni di un esperto di sicurezza informatica convinto che il caso di Margaret possa essere collegato a un occultamento alieno durato decenni. Coerentemente con la tradizione del regista, che da Incontri ravvicinati del terzo tipo in poi ha più volte affrontato il tema del contatto alieno da angolazioni diverse, il film mescola momenti di grande spettacolo visivo a una riflessione più sommessa sulla fiducia nelle istituzioni, sulla gestione dell'informazione da parte dei governi e sul peso psicologico della verità quando questa arriva a sconvolgere le certezze di un'intera civiltà. La critica ha accolto il film in modo tendenzialmente positivo ma non privo di riserve, alcuni recensori lo hanno definito un thriller di fantascienza avvincente sorretto da un cast di prim'ordine, altri hanno fatto notare come, più che un film sul contatto alieno vero e proprio, si tratti in fondo di un thriller di spionaggio d'annata con qualche elemento ufologico sullo sfondo, capace comunque di funzionare grazie all'energia della prova di Blunt. La produzione ha scelto una strategia di marketing molto controllata, mantenendo riservati i dettagli della trama fino a ridosso dell'uscita, alimentando così l'attesa attorno a uno dei titoli più chiacchierati della stagione estiva. In un momento in cui buona parte del cinema mainstream si affida a sequel, remake e proprietà intellettuali già note, il film è tornato di recente alla ribalta anche per il solo nome di Spielberg dietro la macchina da presa, un fattore che unito a un cast di questo calibro ha bastato a collocarlo tra i titoli più attesi e discussi dell'anno.
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Toy Story 5
Woody, Buzz e gli altri giocattoli affrontano nuove sfide quando un tablet di nome Lilypad arriva con idee rivoluzionarie, costringendoli a confrontarsi con la tecnologia e la solitudine nell'infanzia digitale.
Diretto da Andrew Stanton per Pixar, Toy Story 5 esce nel 2026 e trova una nuova ragione per esistere affrontando con intelligenza il rapporto tra infanzia e tecnologia, spostando il focus su Jessie come cuore emotivo della storia. Il film non demonizza gli schermi, rappresentati dal nuovo personaggio Lilypad, ma esplora con equilibrio come il gioco e l'immaginazione possano convivere con il digitale, in un racconto maturo che parla sia ai bambini che agli adulti cresciuti con la saga. Tecnicamente impeccabile e con una colonna sonora che vede anche il contributo di Taylor Swift, questo capitolo, pur con qualche sottotrama meno sviluppata, si conferma una delle uscite di animazione più rilevanti dell'anno, capace di rinnovare il franchise senza tradirne lo spirito.
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Obsession
Un timido commesso di un negozio di dischi acquista un giocattolo d'antiquariato che promette di esaudire un desiderio, per confessare i propri sentimenti alla collega di cui è innamorato. Il desiderio si avvera, ma trasforma l'amore in un'ossessione incontrollabile. Horror.
Obsession è stato uno dei casi a sorpresa della stagione horror, un film capace di conquistare la critica pur senza il supporto di un grande studio o di un cast di richiamo, realizzato con un budget contenuto di circa un milione di dollari. Il regista Curry Barker racconta la storia di Bear, un timido commesso di un negozio di dischi che acquista un giocattolo d'antiquariato anni Sessanta, una sorta di One Wish Willow che promette di esaudire un desiderio, per trovare finalmente il coraggio di confessare i propri sentimenti alla collega e amica d'infanzia Nikki. Il desiderio si avvera, ma in una struttura da moderna favola alla monkey's paw, trasforma Nikki in una presenza sempre più ossessiva e incontrollabile nei confronti di Bear, capovolgendo il classico schema del corteggiamento in un incubo a parti invertite. Sotto la superficie splatter, il film si rivela una riflessione amara sul confine sottile tra desiderio e possesso, e su quanto un affetto non corrisposto possa degenerare in una forma di controllo quasi predatorio quando gli viene improvvisamente tolto ogni limite. Una fotografia claustrofobica e un sound design che amplifica ogni respiro e ogni oggetto rotto contribuiscono a costruire un senso di soffocamento crescente. Barker costruisce una tensione crescente puntando più sull'atmosfera e sulla scrittura dei personaggi che sui soliti jump scare, in un genere che negli ultimi anni ha trovato proprio nei titoli indipendenti alcune delle sue prove più riuscite, con più critici che hanno accostato il film a opere come Barbarian, Get Out e Talk to Me per la capacità di mescolare violenza, umorismo nero e disagio quasi fisico nello spettatore. La prova dell'attrice Inde Navarrette, chiamata a interpretare due versioni della stessa persona nel corso della storia, è stata indicata da più testate come uno degli elementi più riusciti del film, capace di reggere da sola il crescente senso di minaccia della seconda parte della vicenda. Il passaparola tra gli appassionati e le recensioni entusiaste della critica specializzata lo hanno trasformato di recente in uno dei titoli horror più apprezzati e discussi dell'anno, un risultato notevole per una produzione priva del sostegno promozionale riservato ai titoli di studio più grandi.
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Il Diavolo Veste Prada 2
The Devil Wears Prada 2 Il film segue la lotta di Miranda Priestly contro la sua ex assistente Emily Charlton, diventata una dirigente rivale, mentre competono per gli introiti pubblicitari in un periodo di declino della carta stampata e Miranda si avvicina alla pensione.
A vent'anni di distanza dall'originale, "Il Diavolo Veste Prada 2" riporta in scena il cast stellare diretto da David Frankel. Il sequel ritrova Meryl Streep nei panni dell'iconica Miranda Priestley, alle prese con la crisi dell'editoria e l'avanzata del digitale, mentre Anne Hathaway ed Emily Blunt rientrano in gioco con nuovi ruoli. Il film, distribuito da Disney, si apre con interessanti spunti sulla trasformazione del giornalismo e dei media, ma secondo molte recensioni finisce per privilegiare la componente nostalgica e le dinamiche personali, risultando in una pellicola piacevole e ben recitata ma meno mordente del primo capitolo. Il ritorno dei protagonisti storici e l'ambientazione milanese durante la Fashion Week costituiscono i punti di forza di un'operazione che, nonostante una sceneggiatura a tratti incerta, ha saputo attirare il pubblico al botteghino.
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Minion & Monsters
Animazione, azione, commedia, fantastico - Pierre Coffin, Patrick Delage - Illumination Entertainment - 01/07/2026 - I Minions James, Henry ed Ed si ritrovano nella Hollywood degli anni '20, dove, dopo essere diventati star del muto, cercano di girare il loro film di mostri causando involontariamente il caos e liberando creature vere, in una storia che è un omaggio al cinema delle origini.
Distribuito da Universal Pictures e prodotto da Illumination Entertainment, "Minions & Monsters" rappresenta un ritorno alla regia in solitaria di Pierre Coffin, che firma anche la sceneggiatura con Brian Lynch. Il film catapulta gli iconici omini gialli nella Hollywood degli anni Venti, durante la tumultuosa transizione dal cinema muto al sonoro, dove il loro linguaggio incomprensibile li trasforma da star a emarginati, scatenando una serie di eventi che coinvolgono la creazione di mostri cinematografici. Questo capitolo viene ampiamente considerato dalla critica come una dichiarazione d'amore al cinema, ricca di citazioni colte che vanno da Chaplin a Metropolis, pur mantenendo la comicità slapstick e l'energia tipica del franchise. Sebbene alcune recensioni notino un tono più convenzionale nella seconda parte, dedicata all'azione con i mostri, il film è generalmente elogiato per essere il più curato e cinefilo della serie, in grado di intrattenere sia un pubblico giovane che gli adulti appassionati di storia del cinema.
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Kung Fu Soccer
La squadra femminile dell'Emei si fa strada nel torneo "Supreme Invincible Cup", unendo calcio e arti marziali in una commedia sportiva surreale.
Dopo sette anni di assenza dalla regia, Stephen Chow, il "Re della Commedia" di Hong Kong, torna dietro la macchina da presa con "Kung Fu Soccer", una commedia d'azione che riprende la folle alchimia di calcio e arti marziali del cult "Shaolin Soccer". Il film, una coproduzione tra Cina e Hong Kong distribuita in patria da Maoyan Entertainment, segue le vicende della squadra di calcio femminile dell'Emei alle prese con il fittizio torneo "Supreme Invincible Cup", in cui le leggi della fisica vengono sistematicamente infrante tra dribbling surreali e tiri esplosivi. Con un cast che include Zhang Xiaofei, Dilraba Dilmurat e Lay Zhang Yixing, il film ha debuttato con forza in Cina nell'estate del 2026, incassando oltre 73 milioni di dollati nei primi due giorni e sfruttando il contesto dei Mondiali di calcio. La distribuzione internazionale è affidata a Encore Films, sebbene per i mercati occidentali, nonostante l'interesse legato anche al 25° anniversario di "Shaolin Soccer", non siano ancora state annunciate date ufficiali.
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Backrooms
Un ricercatore in tuta anti-contaminazione filma la propria discesa in un labirinto infinito di stanze vuote e corridoi identici, dopo aver perso ogni contatto con i colleghi. Found footage horror nato da una creepypasta e da una serie di video amatoriali diventati un fenomeno virale sul web.
Backrooms nasce da uno dei fenomeni più curiosi del web recente, la creepypasta e la serie di video amatoriali ideati da Kane Parsons attorno a spazi liminali inquietanti e infiniti corridoi vuoti, diventati un vero e proprio culto online a partire da un video di nove minuti caricato su YouTube nel 2022, quando il regista aveva appena sedici anni. Il film si apre come un documento found footage, con le riprese recuperate di un ricercatore in tuta anti-contaminazione, Naren Warne, che ha perso ogni contatto con i colleghi durante una spedizione nel labirinto delle Backrooms, uno spazio raggiungibile attraverso una sezione anomala del muro nel seminterrato di un negozio. Un gruppo di scienziati dell'istituto di ricerca Async analizza quelle registrazioni, ricostruendo pian piano cosa sia accaduto durante l'esplorazione. L'adattamento cerca di trasportare sul grande schermo quella stessa sensazione di disagio e disorientamento che ha reso celebre il materiale originale, puntando su un found footage essenziale, con le pareti dal caratteristico giallo malato e la fotografia a camera a mano in stile VHS, più che su effetti speciali vistosi. La critica ha apprezzato in particolare l'apertura del film, definita da più testate un saggio di found footage vecchia scuola tra i più efficacemente inquietanti dell'anno, con due o tre sequenze indicate tra le più riuscite del genere horror dell'ultimo decennio per la capacità di far sentire lo spettatore letteralmente immerso in quegli ambienti claustrofobici. Alcune riserve riguardano la parte centrale del film, dove il passaggio a una narrazione più convenzionale rischia secondo alcuni recensori di disperdere parte della tensione costruita in apertura. Nato con un budget produttivo di circa 10 milioni di dollari, il film è tornato di recente alla ribalta anche per il risultato commerciale, oltre 117 milioni di dollari incassati nel mondo e il miglior debutto di sempre per lo studio A24, un traguardo che ha reso Kane Parsons il più giovane regista di sempre ad arrivare primo al box office.
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Insidious: Out Of The Further
Uscito recentemente. Incasso di apertura USA di 60 milioni di dollari.
Insidious: Out of the Further, diretto da Jacob Chase, rappresenta il sesto capitolo della popolare saga horror prodotta da James Wan, Leigh Whannell e Jason Blum. La pellicola, con protagonista Amelia Eve nei panni di Gemma, una madre single che scopre di poter viaggiare nell'Altrove e persino di portare oggetti indietro da quella dimensione, tenta di rilanciare il franchise allargandone l'orizzonte narrativo. Tuttavia, nonostante alcuni spunti interessanti e scene efficacemente ansiogene come quella del fortino di cuscini, il film finisce per adagiarsi su una formula ormai stanca, con jumpscare prevedibili e una trama che ripropone dinamiche familiari, affidandosi al ritorno di personaggi iconici come Elise Rainier, interpretata da Lin Shaye. Il risultato è un'opera bizzarra e ambiziosa nell'intento, ma priva dell'audacia necessaria per reinventare davvero una saga che sembra aver esaurito la sua carica innovativa.
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The Dog Stars
Film distopico di Ridley Scott con Jacob Elordi, in uscita il 28 agosto 2026. Recensioni miste (RT ~40%), previsione apertura USA 9-13 milioni di $.
Con "The Dog Stars – Le stelle dopo la fine", Ridley Scott firma il suo trentesimo film e il suo primo vero approdo al genere post-apocalittico, adattando il bestseller di Peter Heller con la sceneggiatura di Mark L. Smith. Prodotto da 20th Century Studios e distribuito da Disney, il film segue il pilota Hig, interpretato da Jacob Elordi, che vive in un mondo devastato da una pandemia insieme al pragmatico ex militare Bangley, un Josh Brolin in gran forma. La scoperta di un debole segnale radio spinge Hig a intraprendere un viaggio rischioso verso l'ignoto, dove incrocerà i destini di personaggi come Cima, interpretata da Margaret Qualley, e il padre di lei, Guy Pearce. Il vero cuore della narrazione, oltre alla solida alchimia tra i protagonisti, è il toccante rapporto tra Hig e il suo cane Jasper, interpretato dalla pastore belga italiana Raksha, che infonde al film un senso di autenticità e speranza. Girato tra le maestose Dolomiti e gli studi di Cinecittà, il film si distingue per una regia contemplativa e una fotografia potente, scegliendo di raccontare la fine del mondo attraverso la lente dell'empatia e della ricostruzione della fiducia, piuttosto che del semplice cinismo.
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Oceania
Moana (Live-Action) Uscito luglio 2026. Live-action Disney, $43 mln opening weekend USA/Canada, budget $250 mln. Fonte: InfoNews.
Il live-action di "Moana", distribuito internazionalmente come "Oceania", arriva nei cinema nell'agosto 2026 diretto da Thomas Kail. La pellicola, una produzione Walt Disney Pictures, ripropone fedelmente la storia dell'originale animato del 2016, con la giovane Catherine Lagaʻaia nel ruolo di Vaiana e Dwayne Johnson che torna a interpretare il semidio Maui. Le recensioni concordano sul fatto che, nonostante la superfluità di un remake a soli dieci anni di distanza, il film funzioni come un prodotto familiare piacevole, grazie alla chimica tra i protagonisti e al rispetto per lo spirito dell'opera originale, sebbene perda parte della magia visiva e appaia a tratti troppo letterale nel passaggio all'azione dal vivo.
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Vishwanath and Sons
Uscito agosto 2026. Film Tamil con Suriya, incasso mondiale di ₹187.55 Cr (fino al giorno 14). Fonte: Times of India.
"Vishwanath and Sons" è un dramma familiare tamil del 2026 diretto da Venky Atluri, che segna la sua prima collaborazione con la star Suriya. Il film racconta la storia di Sanjay Vishwanath (Suriya), un ricco imprenditore e tiratore olimpico che, dopo aver avuto un figlio tramite surrogazione, vede la sua vita ordinata sconvolta dall'arrivo della giovane madre surrogata Maddy, interpretata da una brillante Mamitha Baiju. Le recensioni lodano unanimemente le interpretazioni del cast, in particolare la chimica tra i due protagonisti e la performance matura di Suriya, sottolineando come la prima parte del film sia fresca, comica e ben costruita. Tuttavia, la pellicola perde un po' di slancio nella seconda metà, diventando più melodrammatica e convenzionale con alcune deviazioni narrative che allentano la tensione. Nonostante questo, resta un intrattenimento familiare caloroso e progressista, prodotto da Sithara Entertainments, consigliato a chi cerca una storia di relazioni moderna e piacevole.
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Colony
Recensito il 28 agosto 2026. Film d'azione/zombie del regista Yeon Sang-ho, con l'81% su Rotten Tomatoes Tomatometer e il 91% Popcornmeter.
Presentato nella sezione Midnight Screenings del 79° Festival di Cannes, "Colony" segna il ritorno del regista sudcoreano Yeon Sang-ho, già celebre per "Train to Busan", al genere zombie. Il film, con protagonisti Gianna Jun e Koo Kyo-hwan, ambienta la solita trama di sopravvivenza in un grattacielo di Seoul messo in quarantena, dove un virus trasforma le persone in una colonia di infetti con un'intelligenza collettiva. Se da un lato la pellicola viene apprezzata per la sua forza visiva, il ritmo sostenuto e le solide sequenze d'azione, dall'altro le recensioni ne criticano la mancanza di originalità, la caratterizzazione piatta dei personaggi e la sceneggiatura che, nonostante spunti interessanti sulla coscienza collettiva, ricicla elementi già visti nel genere senza aggiungere nulla di veramente nuovo. Il risultato è un prodotto mainstream coreano, piacevolmente divertente per i patiti, ma che sembra un'occasione sprecata per innovare.
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The Uprising
Film storico con Andrew Garfield, in uscita l'11/09/2026.
Il film storico "The Uprising", diretto da Paul Greengrass e interpretato da Andrew Garfield, si confronta con la rivolta dei contadini inglesi del 1381, offrendo una riflessione politica vibrante e coraggiosa. L'opera, che segna il debutto nel cinema in costume del regista di "Captain Phillips", ha diviso la critica fin dal suo esordio, come testimoniato dal punteggio provvisorio su Rotten Tomatoes. Se da un lato viene elogiata l'energia delle scene d'azione e la performance fisica di Garfield, dall'altro alcune recensioni criticano una narrazione a tratti confusa e l'uso talvolta eccessivo dello stile documentaristico tipico di Greengrass. Con un cast di supporto che include Jamie Bell, Cosmo Jarvis e Thomasin McKenzie, il film mira a trascinare lo spettatore dentro gli eventi, trasformando una rivolta medievale in un interrogativo contemporaneo sul rapporto tra popolo e potere.
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Mirzapur: The Movie
Adattamento cinematografico della serie indiana, uscito ~05/09/2026, recensito positivamente da Karan Johar.
Mirzapur: The Movie, diretto da Gurmmeet Singh e sceneggiato da Puneet Krishna, rappresenta l'ambiziosa transizione cinematografica del popolare franchise crime indiano, rilasciata nel settembre 2026. Il film, che funge da espansione narrativa collocata temporalmente durante la prima stagione della serie, riunisce il cast stellare originale tra cui Pankaj Tripathi, Ali Fazal e Divyenndu, affiancati dal nuovo antagonista di Ravi Kishan, in una storia che ruota attorno alla lotta per il potere e la gaddi di Mirzapur. Le recensioni, come quelle di Hindustan Times e Filmfare, ne lodano le interpretazioni convincenti, l'azione su scala ampia e l'equilibrio tra fan service e nuovi elementi, pur segnalando come critiche principali la durata oltre le tre ore e un ritmo a tratti discontinuo. Nel complesso, si conferma un divertente companion piece per gli appassionati, pensato per sfruttare il grande schermo senza tradire lo spirito violento e irriverente dell'opera originale.
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Onslaught
Una ex cecchina dell'esercito deve rispolverare le sue abilità per proteggere sua figlia quando una squadra di supersoldati geneticamente modificati fugge da una base segreta e si scatena nel deserto del New Mexico.
Dopo aver gestito i colossi del MonsterVerse, Adam Wingard torna a un cinema più aggressivo e di genere con "Onslaught - Assalto Finale", un action-horror prodotto da A24 e distribuito in Italia da I Wonder Pictures a partire dal 1° ottobre 2026. Il film, che si colloca nel deserto del New Mexico, vede Adria Arjona nei panni di un'ex cecchina costretta a usare di nuovo le sue abilità per proteggere la figlia dall'assalto di supersoldati geneticamente modificati fuggiti da un laboratorio segreto. Le prime recensioni, che gli attribuiscono un 73% su Rotten Tomatoes, lo descrivono come un omaggio brutale ed eccentrico al cinema exploitation e ai B-movie, accostandolo allo stile di John Carpenter e caratterizzandolo per un ritmo forsennato e una violenza spettacolare. Con un cast che include anche Dan Stevens, Rebecca Hall e un cameo del campione UFC Alex Pereira, "Onslaught" si propone come un ritorno alle origini per Wingard, privilegiando un approccio viscerale e sopra le righe alla contaminazione tra generi.
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Hope
Un capo della polizia, una giovane recluta e alcuni cacciatori affrontano misteriose creature che terrorizzano una cittadina coreana in un survival che si trasforma in un monster-movie dal caos controllato.
Dopo l'attesa generata dalla presenza del suo regista, Na Hong-jin, al Festival di Cannes 2026, *Hope* si è rivelato uno degli eventi cinematografici più travolgenti dell'anno. Questo colossal sudcoreano, il più costoso mai prodotto nel paese e interpretato da star internazionali come Michael Fassbender e Alicia Vikander, racconta con potenza visiva un'invasione aliena che sconvolge una cittadina vicina alla zona demilitarizzata coreana. Il film si distingue per sequenze d'azione dilatate all'estremo, come un'iniziale sarabanda di 60 minuti, mescolando horror, fantascienza e ironia di genere con un ritmo implacabile che ricorda *Mad Max: Fury Road*. Nonostante alcune riserve sulla durata e sugli effetti digitali, la regia virtuosistica di Na Hong-jin e la fotografia di Hong Kyung-pyo hanno conquistato sia la critica che il pubblico, posizionando *Hope* come un'opera ambiziosa e puramente cinematografica, già pensata come primo capitolo di una possibile trilogia.
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Haiwaan
Remake ufficiale in hindi del thriller malayalam "Oppam", il film è un gioco del gatto e del topo tra il cacciatore e la preda.
Il live action Disney "Oceania 2026", diretto da Thomas Kail, riporta al cinema la nota avventura della giovane Vaiana, interpretata da Catherine Lagaʻaia, e del semidio Maui, nuovamente affidato a Dwayne Johnson. La pellicola, estremamente fedele al cartone animato del 2016, ripropone la stessa trama e le canzoni fondamentali, seppur con nuovi interpreti e arrangiamenti, aggiungendo anche un brano inedito di Lin-Manuel Miranda. Pur non offrendo sostanziali novità narrative, il film si propone come un'operazione di puro intrattenimento familiare, che riesce a parlare sia ai bambini attraverso l'avventura, sia agli adulti grazie alle sue tematiche sul rapporto genitori-figli e sulla ricerca dell'identità.
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Bad Apples
Un'insegnante, interpretata da Saoirse Ronan, prende la decisione estrema di rinchiudere in casa un alunno problematico, trasformando una provocazione scolastica in un dilemma morale grottesco in questa commedia nera tratta dal romanzo "De Oönskade".
"Bad Apples", diretto dallo svedese Jonatan Etzler e uscito nelle sale italiane il 10 settembre 2026, è una dark comedy thriller che adatta il romanzo svedese "De Oönskade" di Rasmus Andersson (o Lindgren, a seconda delle fonti). Con una sceneggiatura di Jess O'Kane, il film vede Saoirse Ronan nel ruolo di Maria, un'insegnante idealista che, esasperata da un alunno ingestibile, compie la drastica scelta di rinchiuderlo in casa, innescando un dilemma morale dai risvolti satirici e tesi. Il cast, che include anche Jacob Anderson, Sean Gilder e Rakie Ayola, è unanimemente elogiato, con Ronan che offre una performance di grande profondità psicologica. Etzler mescola commedia nera e thriller con mano sicura, mantenendo un tono equilibrato e un ritmo serrato per tutta la durata, anche se il terzo atto è talvolta percepito come un po' affrettato. Nel complesso, si tratta di un esperimento riuscito e provocatorio, consigliato a chi apprezca ibridazioni di genere e narrazioni non convenzionali."
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The Weight
Durante la Grande Depressione, un detenuto accetta una pericolosa missione per contrabbandare oro da una miniera remota con una squadra di criminali, sperando di riconquistare la libertà e riabbracciare la figlia.
Presentato fuori concorso alla 76ª Berlinale, *The Weight* si è imposto come una delle rivelazioni più folgoranti del 2026, nonostante il suo status di esordio alla regia per Padraic McKinley. Ambientato nell'Oregon del 1933 durante la Grande Depressione, il thriller segue Samuel Murphy, interpretato da un Ethan Hawke in gran forma, un vedovo che accetta una pericolosa missione di contrabbando d'oro per riconquistare la libertà e riabbracciare la figlia, sotto la minaccia del direttore del carcere Clancy, un Russell Crowe sottilmente inquietante. Il film, che mescola suggestioni western a un ritmo da heist movie classico, è stato acclamato per la sua tensione implacabile, la regia asciutta e atmosferica e per un cast di caratteristi efficaci, conquistando un ampio consenso della critica e posizionandosi tra i titoli più apprezzati dell'anno.
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Resident Evil (2026)
Un corriere medico si ritrova intrappolato a Raccoon City durante un'epidemia, in un film che cerca di ricreare la sensazione di giocare a un Resident Evil attraverso lo sguardo del regista.
Diretto da Zach Cregger e distribuito da Sony Pictures, il reboot di Resident Evil del 2026 si discosta dai precedenti adattamenti optando per un protagonista inedito, il corriere medico Bryan, interpretato da Austin Abrams. Il film, un survival horror prodotto da PlayStation Productions e Capcom, cattura l'essenza dei videogiochi attraverso una regia immersiva che trasforma meccaniche di gioco come la gestione delle risorse e l'esplorazione in linguaggio cinematografico, sostenuta da creature dal design fisico ispirato al cinema horror classico. Nonostante l'assenza dei personaggi iconici della saga, la pellicola è stata acclamata dalla critica come uno degli adattamenti videoludici più fedeli nello spirito, bilanciando tensione costante, momenti di umorismo e una riflessione sulla vulnerabilità umana. Con un finale aperto che lascia spazio a potenziali sequel, il film si propone come un promettente volume zero per una nuova serie.
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VIBE
Due amici sfortunati che riescono a malapena a gestire le proprie vite scoprono accidentalmente un complotto terroristico e si ritrovano improvvisamente responsabili di salvare la nazione nonostante siano completamente impreparati per il compito.
Diretto e interpretato da Kunal Kemmu, "Vibe" è una commedia d'azione prodotta da Amazon MGM Studios che segue le disavventure di due amici impreparati, Hardik e Bugs (interpretati da Kemmu e Sparsh Shrivastava), catapultati loro malgrado in una missione spionistica per salvare la nazione. Il film, che segna il ritorno alla regia di Kemmu dopo il successo di "Madgaon Express", punta tutto sull'umorismo derivante dai suoi protagonisti goffi e ordinari, offrendo una versione irriverente e caotica del classico spy thriller. Sebbene alcune recensioni ne notino un calo di ritmo quando la pellicola adotta convenzioni d'azione più tradizionali, i momenti comici e la dinamica tra i due improbabili eroi risultano comunque vincenti. Uscito nelle sale il 18 settembre 2026, "Vibe" si propone come un intrattenimento leggero e una piacevole alternativa ai soliti eroi invincibili.
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Digger
Una eco-satira dai contorni noir con Tom Cruise nel ruolo di un uomo potente che cerca di controllare l'incontrollabile, in un racconto farsescamente apocalittico su potere, avidità e responsabilità.
Atteso come un filmone da Oscar, "Digger" di Alejandro González Iñárritu, con un Tom Cruise irriconoscibile sotto trucco prostetico nel ruolo del magnate petrolifero Digger Rockwell, si rivela invece un'opera spiazzante e divisiva. Il film, distribuito da Warner Bros., parte come una satira ambientale sul potere e l'avidità, per poi compiere una svolta narrativa inaspettata che ribalta completamente le aspettative dello spettatore. Questo audace esperimento, con un cast di supporto che include Riz Ahmed e John Goodman, ha generato reazioni critiche polarizzate, azzoppando sul nascere la sua corsa ai premi e sfidando il pubblico con un cinema volutamente scomodo e provocatorio.
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The Paradise
Un capitano di una nave cargo in fiamme diventa il filo invisibile che unisce le vite di due famiglie lontane, una ad Accra in Ghana e l'altra in una piccola città canadese.
Il lungometraggio d'esordio del regista canadese Jeremy Comte, presentato nella sezione Panorama della Berlinale 2026, è un racconto ambizioso che intreccia due storie tra il Ghana e il Québec per esplorare il tema dell'assenza paterna e della ricerca di sé. Il film, suddiviso in due parti intitolate "The Boat" e "The Captain", segue i percorsi dell'adolescente ghanese Kojo, interpretato da Daniel Atsu Hukporti, e del giovane canadese Tony, interpretato da Joey Boivin Desmeules. Comte costruisce un dialogo visivo ed emotivo tra due mondi lontani, alternando le strade brulicanti di Accra con l'isolamento del Québec, servendosi anche di un linguaggio a tratti favolistico per restituire lo spettro dell'adolescenza. Nonostante alcune critiche per un impianto narrativo percepito come troppo schematico, *Paradise* conferma le ambizioni di un regista interessato a chiudere cerchi emotivi aperti e a indagare le connessioni nascoste tra paesaggi e destini distanti.
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Heart of the Beast
Dopo un incidente aereo, l'ex ufficiale James Belmont e il suo cane militare Odino devono sopravvivere nelle terre selvagge dell'Alaska, mettendo alla prova il loro legame estremo.
"Heart of the Beast" è un survival movie del 2026 diretto da David Ayer e interpretato da un Brad Pitt in forma smaccatamente fisica nei panni di James, un ex sergente delle forze speciali. La trama, classica nel genere, vede l'uomo e il suo cane da combattimento, il pastore tedesco Odino, costretti a una lotta per la sopravvivenza nei selvaggi paesaggi dell'Alaska dopo un incidente aereo. Il film, distribuito da Paramount Pictures, costruisce la sua forza sul legame viscerale e sul trauma condiviso tra i due protagonisti, alternando sequenze di tensione pura a momenti di introspezione. Nonostante una regia efficace e un ritmo serrato, alcune note eccessivamente retoriche e un finale che indulge nel sentimentalismo hanno diviso la critica, sebbene il risultato sia spesso descritto come un intrattenimento viscerale e commovente, perfetto per gli amanti degli animali e del cinema d'azione tradizionale.
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Primetime
Nel 2006, il conduttore Chris Hansen trasforma il suo programma "To Catch a Predator" in un fenomeno mediatico, esplorando il confine tossico tra giustizia, spettacolo televisivo e voyeurismo.
Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 83, "Primetime" segna l'esordio nella finzione per il regista Lance Oppenheim, già noto per i suoi documentari. Prodotto da A24 e con Robert Pattinson nei panni del controverso conduttore televisivo Chris Hansen, il film esplora il dietro le quinte del programma "To Catch a Predator", indagando il sottile confine tra giornalismo, giustizia e spettacolo nel prime time. Pattinson offre una performance camaleontica e studiata, catturando l'ossessione mediatica del personaggio, mentre il film adotta un'estetica volutamente televisiva con split-screen e formati sgranati. Nonostante la forza del tema e alcune interpretazioni di rilievo, la pellicola è stata accolta come una delusione da parte di alcuni critici, che ne hanno evidenziato una struttura a tratti caotica, una sceneggiatura non sempre approfondita e una tendenza a privilegiare lo sconvolgimento rispetto a una narrazione più compiuta e memorabile.
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Resident Evil
Bryan, un corriere medico, si ritrova coinvolto in una frenetica sfida contro il tempo per sopravvivere a una notte di orrore e caos a Raccoon City, in una storia originale ispirata al franchise videoludico.
Dopo una lunga serie di adattamenti spesso criticati, la saga di Resident Evil trova finalmente una nuova, fresca voce nel regista Zach Cregger, già noto per film come *Barbarian* e *Weapons*. Questo reboot del 2026, distribuito da Eagle Pictures, abbandona deliberatamente la fedeltà alla lore dei videogiochi per concentrarsi sullo spirito survival horror, raccontando la storia originale di un giovane corriere comune, interpretato da Austin Abrams, che si ritrova catapultato nell'incubo di Raccoon City. Cregger costruisce un intrattenimento efficace e brutale, mescolando tensione claustrofobica a una vena tragicomica, in un film che riproduce più la sensazione di giocare che la trama dei titoli Capcom. Sebbene alcuni trovino il ritmo a tratti spezzato da gag eccessive, l'opera è ampiamente considerata il migliore e più riuscito adattamento cinematografico del franchise, riuscendo a ridargli dignità dopo anni di trasposizioni deludenti.
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Avengers: Endgame Encore
Rimasterizzazione con nuova scena post-credit che collega al futuro del MCU, riportando sul grande schermo l'epico finale della Saga dell'Infinito.
Avengers: Endgame Encore, la riedizione del 2026 del colossal dei fratelli Russo, dimostra come la nostalgia possa trasformarsi in un vero evento al botteghino. Questo ritorno in sala, arricchito da una rimasterizzazione tecnica e da alcune nuove scene post-credit che fanno da ponte verso l'atteso *Avengers: Doomsday*, serve soprattutto a rivivere l'epicità di quello che rimane il punto più alto dell'MCU. La debolezza di questi contenuti aggiuntivi, che includono camei come Loki e l'introduzione di Destino, finisce infatti per passare in secondo piano di fronte alla potenza emotiva del film originale e alla sua capacità di celebrare la conclusione della Saga dell'Infinito. L'enorme risposta del pubblico conferma che l'operazione si regge più sul desiderio di un ritorno al passato glorioso del franchise che su una genuina curiosità per il futuro, lasciando intatta la domanda su come il Marvel Cinematic Universe possa mai sperare di superare un simile culmine narrativo e spettacolare.
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Unabomber
Uscito il 26/09/2026 su Netflix. Thriller biografico con Russell Crowe, ha ricevuto un record negativo di voti pubblico su Rotten Tomatoes. Fonte: Screen Rant.
Diretto da Janus Metz per Netflix, "Unabomber" è un thriller biografico che indaga le origini del celebre criminale Ted Kaczynski, interpretato da un inquietante Jacob Tremblay nella sua giovinezza. Il film alterna due linee temporali: gli esperimenti psicologici subiti dal sedicenne prodigio ad Harvard per mano del professor Henry Murray, un ambiguo Russell Crowe, e le indagini negli anni '90 guidate dall'agente FBI fittizia Joanne Miller, ruolo di Shailene Woodley. La critica ha apprezzato le performance del cast, in particolare quella di Crowe, ma ha giudicato la narrazione frammentata e troppo didascalica, prendendo notevoli libertà narrative nel tentativo di spiegare una trasformazione complessa in modo eccessivamente semplificato. Il risultato è un prodotto che, nonostante il tema potente e un mestiere registico solido, rischia di apparire come un fuoco di paglia, più interessato alla superficie del thriller che alla profondità di un vero caso di cronaca.
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