Un meccanico iraniano crede di riconoscere in uno sconosciuto l'uomo che lo torturò anni prima in carcere. Insieme ad altri ex detenuti, organizza un confronto rischioso per accertarne l'identità e decidere cosa fare di lui.
It Was Just an Accident è il primo lungometraggio realizzato da Jafar Panahi dopo la sua scarcerazione in Iran, un film nato dall'esperienza diretta della prigionia e degli interrogatori subiti dal regista negli anni precedenti. Il protagonista Vahid, un meccanico interpretato da Vahid Mobasseri, crede di riconoscere in uno sconosciuto incontrato per caso l'uomo che anni prima lo torturò in carcere durante gli interrogatori, un aguzzino conosciuto tra i detenuti solo dal rumore della sua gamba di legno. Incerto sulla propria identificazione, Vahid rapisce l'uomo e contatta altri ex prigionieri, tra cui una fotografa e una giovane coppia in procinto di sposarsi, per cercare insieme una conferma prima di decidere cosa fare di lui.
Il film si sviluppa come un viaggio on the road claustrofobico e teso, che alterna momenti di suspense quasi thriller a un umorismo nero improvviso, capace di restituire con rara efficacia il trauma collettivo di una generazione segnata dalla repressione politica. Girato clandestinamente, come gran parte della produzione recente di Panahi dopo il divieto governativo di lavorare, il film mantiene uno stile essenziale e diretto, affidandosi quasi interamente alla forza degli sguardi e dei dialoghi tra i personaggi più che a soluzioni visive elaborate. La critica internazionale lo ha accolto come uno dei lavori più maturi e urgenti della carriera del regista iraniano, capace di trasformare una vicenda di vendetta personale in una riflessione più ampia sul perdono, la giustizia e la difficoltà di elaborare un trauma collettivo senza cedere alla stessa violenza subita.
Il film ha vinto la Palme d'Or al Festival di Cannes, il più importante riconoscimento della carriera di Panahi dopo anni di divieti e censure nel proprio paese, ed è stato distribuito nelle sale internazionali da Neon con una campagna promozionale mirata alla stagione dei premi. Il riconoscimento di Cannes e le recensioni entusiaste della critica specializzata lo hanno reso uno dei titoli d'autore più discussi e apprezzati dell'anno, nonostante una distribuzione inevitabilmente più limitata rispetto ai grandi titoli commerciali della stagione.
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