Un'androide progettata per prevenire la solitudine cerca di salvare una famiglia umana devastata dal dolore, portando luce nelle loro vite complicate.
L'adattamento cinematografico di "Klara and the Sun", il romanzo di Kazuo Ishiguro, diretto da Taika Waititi e con Jenna Ortega nel ruolo della protagonista, si presenta come un'operazione ambivalente nel panorama del 2026. La pellicola trasforma la complessa riflessione tecno-filosofica del libro originale in una fiaba fantascientifica dal tono prevalentemente sentimentale e consolatorio, scelta che divide la critica. Da un lato, viene apprezzata la performance magnetica di Jenna Ortega, capace di infondere fisicità robotica e innocenza al suo personaggio, coadiuvata da un solido cast che include Amy Adams.
Dall'altro, molte recensioni sottolineano come la cifra stilistica ironica di Waititi e una certa tendenza alla semplificazione abbiano appiattito i temi più profondi del romanzo, come l'identità e il transumanesimo, a favore di un approccio più "potabile" e a volte zuccheroso. Il risultato è un film imperfetto, che alcuni trovano delicato e coinvolgente nonostante le sue ingenuità narrative, mentre altri giudicano un'occasione sprecata, con un world-building lasciato inesplorato e un finale accusato di eccessivo buonismo.
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