Cinque anni dopo la prima stagione, Joel ed Ellie vivono a Jackson, Wyoming, ma una nuova ondata di violenza legata al passato di Joel li costringe a fare i conti con le scelte compiute anni prima, in un mondo ancora devastato dall'infezione dei Cordyceps.
The Last of Us torna con una seconda stagione scritta e prodotta dagli stessi ideatori della prima, Craig Mazin e Neil Druckmann, quest'ultimo anche autore del videogioco Naughty Dog da cui la serie è tratta, che qui adatta liberamente la seconda parte del gioco, The Last of Us Part II, uscito nel 2020 e accolto a suo tempo da un pubblico diviso per le scelte narrative più drastiche sui personaggi. Pedro Pascal e Bella Ramsey riprendono i ruoli di Joel ed Ellie, ormai rifugiati nella comunità fortificata di Jackson, mentre la stagione introduce Kaitlyn Dever nei panni di Abby, personaggio chiave della seconda metà della storia, insieme a Isabela Merced, che interpreta Dina, e Young Mazino, nel ruolo di Jesse. Composta da soli sette episodi, contro i nove della prima stagione, questa seconda annata copre solo parte del materiale del videogioco di riferimento, scelta dichiarata fin da subito da Mazin e Druckmann, che hanno preferito diluire su più stagioni una trama complessa e non lineare.
Il racconto si apre con un evento traumatico che spezza l'equilibrio raggiunto a Jackson, innescando un ciclo di violenza e vendetta che costringe Ellie a lasciare la comunità con Dina per dare la caccia ai responsabili, in un viaggio che la confronta con le proprie zone d'ombra morali. La serie mantiene la cura produttiva e la fedeltà tematica al materiale originale, con sequenze d'azione di forte impatto e un uso della violenza mai gratuito ma sempre funzionale al racconto del trauma e del lutto, temi centrali tanto del gioco quanto dell'adattamento televisivo. La scelta di dividere la storia su più stagioni ha diviso in parte la critica, che ha apprezzato la qualità della messa in scena e delle interpretazioni ma segnalato un ritmo narrativo meno compatto rispetto alla stagione d'esordio, penalizzato da una struttura che lascia diversi archi narrativi ancora aperti in vista dei capitoli successivi.
Nonostante queste riserve, la stagione ha confermato l'enorme seguito di pubblico costruito dalla serie, generando un ampio dibattito online, spesso acceso, sulle scelte compiute nell'adattare uno dei videogiochi più discussi dell'ultimo decennio.
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