Traumaland, il romanzo di Josh Silver pubblicato negli USA come Erase Me, ha vinto il YA Book Prize 2026 al Festival Internazionale del Libro di Edimburgo il 27 agosto. I giudici non hanno premiato solo un thriller psicologico avvincente, ma hanno riconosciuto un'opera costruita con la precisione di un professionista della salute mentale.
L'autore, un ex attore diventato infermiere psichiatrico durante la pandemia, racconta la storia di Eli, un diciassettenne che dopo un incidente d'auto sviluppa un'incapacità totale di provare emozioni. Desperato, si ritrova in un nightclub clandestino chiamato Traumaland, dove i clienti indossano visori VR per rivivere in prima persona i traumi di persone reali.
Il romanzo solleva una delle questioni regolatorie più importanti nelle tecnologie cliniche emergenti: cosa succede a uno strumento terapeutico quando si rimuove il clinico dalla stanza? Silver identifica correttamente il pericolo non nella tecnologia stessa, già usata in ospedali con ottimi risultati sotto supervisione, ma nella rimozione della calibrazione clinica.
Traumaland immagina un mondo dove l'intervento identico che cura il PTSD in contesto clinico può causare traumatizzazione secondaria se usato senza la gestione di un terapeuta. Il thriller costruisce le sue rivelazioni più oscure proprio attorno a questo punto di crisi, interrogandosi su quale quadro normativo dovrebbe governare il confine tra terapia VR e esperienze commerciali.

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