Apple ha finalmente risolto i problemi di Siri dopo un accordo miliardario con Google. Il colosso di Cupertino paga circa un miliardo di dollari all'anno per utilizzare il modello AI Gemini di Google, integrandolo nel suo assistente vocale. Il patto, annunciato a gennaio 2026, ha permesso di ricostruire Siri dopo anni di ritardi e prestazioni deludenti rispetto a concorrenti come ChatGPT.
La nuova Siri, arrivata con iOS 27, non è una sostituzione completa. Le richieste semplici e locali - come impostare timer o inviare messaggi - continuano a funzionare sul dispositivo come prima. Sono invece le domande complesse, che richiedono ragionamento o conoscenza del mondo, a essere indirizzate al modello Gemini concesso in licenza.
Apple affronta le preoccupazioni sulla privacy con il suo sistema Private Cloud Compute. Le richieste che necessitano delle capacità di Gemini vengono anonimizzate prima di lasciare i server Apple, e Google non può utilizzare i dati per addestrare i propri modelli futuri. La società mantiene il controllo su quali richieste vengono instradate, conservando le attività più semplici completamente sul dispositivo.
Le recensioni indipendenti finalmente corrispondono alle promesse di marketing di Apple. Nonostante non sia perfetta e il compromesso sulla privacy meriti attenzione nel tempo, questa è la prima versione di Siri che vale la pena provare di nuovo per chi l'aveva abbandonata anni fa.

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