Marlon James, vincitore del Booker Prize nel 2015, torna in libreria con un'opera monumentale già definita dalla critica come 'il romanzo del decennio'. 'The Disappearers' è un'epopea immersiva e devastante che si sviluppa a partire da un singolo, violentissimo evento avvenuto a Kingston, in Giamaica, nel 1988.
La storia ruota attorno a un gruppo di uomini gay che si riunisce per provare un'opera teatrale che intende sfidare i miti della sessualità maschile e dell'omofobia giamaicana. In un contesto dove l'omosessualità maschile è criminalizzata, il loro progetto si rivela temerario e semi-suicida, portando a conseguenze tragiche e permanenti per i personaggi.
Come nel precedente capolavoro 'A Brief History of Seven Killings', James non risparmia al lettore l'esplicita rappresentazione della violenza e del sesso, ma la sua prosa elevata conferisce alla brutalità una grandiosità shakespeariana. Il romanzo esplora in modo intenso come l'omofobia deformi e trasformi i suoi personaggi, intrecciando paura, odio e desiderio in un groviglio inestricabile.
Nonostante la materia oscura, 'The Disappearers' non è privo di speranza. James riesce a concludere la narrazione con un atto di generosità e compassione, dimostrando una bravura narrativa che conferma le aspettative più alte.

Commenti (0)
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!