Marlon James, già vincitore del Booker Prize con "A Brief History of Seven Killings", torna con un'opera definita dal New York Times "il romanzo del decennio e forse del secolo finora". "The Disappearers" è un'epica immersiva e devastante che ruota attorno a un unico, violento evento.
Nel 1988 a Kingston, Giamaica, un gruppo di uomini gay si riunisce per provare una pièce teatrale che vuole sfidare i miti dell'omofobia maschile giamaicana. La loro audace imposta si trasforma in tragedia quando diventano bersaglio di un brutale attacco, un linciaggio che non tutti sopravvivranno e che lascerà molti segnati permanentemente.
Il romanzo segue le conseguenze di quell'attacco nei successivi venticinque anni, esplorando come l'omofobia deforma e trasforma i suoi personaggi. Con una prosa di rara potenza, James intreccia violenza e desiderio, mostrando come la paura e l'odio siano spesso intrecciati alla brama, specialmente in un contesto dove l'attività sessuale tra uomini è criminalizzata.
La cultura pop - film, TV, fumetti e soprattutto musica - gioca un ruolo vitale nella narrazione, offrendo rifugio e identità ai personaggi mentre cercano di sopravvivere e trovare bellezza in un mondo spesso ostile.

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