L'attesissimo remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time per Nintendo Switch 2 mira a un'esperienza di gioco fluida a 60 fotogrammi al secondo in risoluzione 1080p nativa. Lo rivela un'analisi tecnica preliminare di Digital Foundry, che segnala un netto miglioramento rispetto ai precedenti capitoli open-world della serie, limitati a 30 fps sulla console originale.
Nonostante l'ottimizzazione hardware che garantisce un frame rate stabile, il titolo salta l'utilizzo della tecnologia di upscaling AI di Nvidia, il DLSS. Questa scelta, secondo gli analisti, comporta artefatti visivi come bordi eccessivamente affilati, uno scintillio fastidioso sulla vegetazione e riflessi innaturali sui modelli dei personaggi durante le sequenze di dialogo.
Il gioco utilizza un motore grafico proprietario, probabilmente sviluppato internamente o in collaborazione con Monolith Soft, e non Unreal Engine 5 come ipotizzato da alcuni. Mentre i menu vengono renderizzati a 1440p, l'assenza del ricostruttore AI per l'immagine potrebbe pregiudicare la resa finale del vasto mondo di Hyrule, lasciando spazio a miglioramenti prima della data di uscita prevista per il 5 novembre.

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