Nel panorama dei film tratti da videogiochi, l'adattamento di Resident Evil del 2026 diretto da Zach Cregger si distingue per una scelta coraggiosa: abbandonare le trame dei giochi per una storia originale. Il risultato è un successo critico e di pubblico, che ha già battuto il record d'incassi del franchise nel suo primo weekend.
Il vero trionfo del film, secondo l'analisi, non risiede negli easter egg o nel rispetto della lore, ma nella creazione del protagonista Bryan, interpretato da Austin Abrams. Bryan è un fattorino ventenne con una relazione complicata, un lavoro svolto principalmente per guadagnare e più conoscenza delle armi dei videogiochi che di quelle reali. Un personaggio con cui molti giocatori possono identificarsi.
La regia di Cregger completa l'opera, utilizzando movimenti di camera che omaggiano la serie: dalle inquadrature over-the-shoulder tipiche dei giochi, a momenti in prima persona e persino riprese fisse dall'alto che ricordano le angolazioni del primo Resident Evil. La scelta di seguire costantemente Bryan, con le sue reazioni di paura, le bestemmie e le difficoltà nel ricaricare l'arma sotto pressione, cattura l'essenza dell'esperienza di gioco meglio di qualsiasi fedele trasposizione di trama.

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